Un «cattivo maestro» che flirta con l’intellighentia rossa e con quella artificiale, collaboratore per il Fatto (ma loro se ne dimenticano dando la notizia online) con uno stage e una serie di pezzi fino a dicembre 2025. Secondo le indagini della Digos, il marocchino naturalizzato italiano Youssef Siher - indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico, perquisito ieri - avrebbe sobillato le masse nella rivolta da lui ideata. Nel suo profilo Instagram dichiaratamente proPal accusa «il Made in Italy per l’industria del genocidio» a Gaza, parla di «caccia allo straniero in Italia» dopo la morte di Abderrahim Fakir a Bologna, ipotizza che il razzismo «da linguaggio politico è diventato legge, prassi securitaria e impunità istituzionale».La collaborazione nel 2024 con la tv libanese Al Mayadeen news, chiusa da Israele perché vicina a Hezbollah, non aveva destato sospetti. Per la sinistra italiana sarebbe il prototipo della migliore integrazione: giornalista per testate prestigiose come Il Foglio, ricercatore Ispi: «Madrelingua arabo e italiano, parla fluentemente inglese e spagnolo», recita il suo profilo sull’Ispi, in cui viene dipinto come «Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa» ed esperto di Islam politico, movimenti politici islamici e rapporto tra Islam e nazionalismo arabo.Una volta uscita la notizia dell’arresto, l’Ispi ha preso subito le distanze da chi è considerato dagli inquirenti la mente del Movimento del 17 ottobre: «Youssef Siher ha effettuato uno stage presso nel 2024 e da allora non ha più collaborato».Ma sul suo profilo Ispi restano in bella mostra le cinque pubblicazioni a sua firma, da solo o con altri collaboratori, tutte concentrate tra aprile e dicembre 2024 su Siria, Marocco e sulla contestata agenzia Onu in Palestine Unrwa. Un’esperienza che rivendica nel suo profilo Linkedin.Per il Foglio nel 2022 ha scritto un pezzo sull’allora premier Shehbaz Sharif del Pakistan, potenza nucleare contesa tra Cina e Usa, vittima «della propaganda di Russia e Cina contro il “modello americano”».Da gennaio scorso Siher lavorerebbe per Mercor, la startup americana di intelligenza artificiale, che starebbe «addestrando». Da organizzatore del primo iftar pubblico di Milano (il pasto serale con cui si interrompe il Ramadan), Siher si è fatto conoscere nell’ambiente degli studenti musulmani dell’ateneo, di cui è stato socio fondatore e primo presidente nel 2018.

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