“Sblocchiamo tutto”. Questo il titolo del corteo indetto da Azione Studentesca e da Azione Universitaria che si terrà domani mattina a Roma da piazza della Libertà e arrivo in piazza Risorgimento.
Sarà la risposta dei giovani di destra alle immagine di devastazione che sono arrivate dalla Francia e che sono state replicate dalla sinistra dei centri sociali nostrani. Un’iniziativa per fare proposte concrete sui temi che toccano da vicino i giovani: dal contrasto al caro libri, all’orientamento in entrata e uscita; meno burocrazia negli Atenei e più controlli su Isee falsi nell’accesso alle borse di studio, maggiori tutele per i tirocinanti, ma anche investimenti sullo sport, sull’educazione civica, maggior valore ai viaggi d’istruzione. “Temi sui quali, dopo decenni di lassismo, risultati importanti sono stati raggiunti durante questa legislatura. Ora pretendiamo che i riflettori rimangano accesi. Per costruire la scuola e l’università del futuro”, si legge nel comunicato diffuso da Nicola D’Ambrosio, presidente nazionale di Azione Universitaria e da Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione Studentesca.
“È una risposta nel merito alle proteste che sono montate in merito alle proteste che noi chiaramente reputiamo strumentali in merito al caro affitti”, spiega al Giornale.it Andrea Piepoli, membro del direttivo nazionale di Gioventù Nazionale, convinto che il caro affitti sia solo un pretesto. “Ci troviamo al cospetto del governo che più di tutti ha provato a dare delle risposte attraverso il piano casa”, spiega Piepoli che, poi, aggiunge: “È stato ampliato l’housing sociale, sono stati costruiti nuovi studentati e sono state migliorate anche le prestazioni di accesso per i giovani under trentasei alla richiesta del mutuo per l’acquisto della prima casa”. Secondo il dirigente di Gioventù Nazionale, “la protesta sul carro affitti è stata montata ad arte dalla sinistra giovanile che ha protestato ovunque, ad eccezione dei municipi delle principali città italiane dove gli affitti sono esorbitanti per gli studenti” perché “Milano, Torino, Bologna e Roma sono città governate da anni dal Partito Democratico eppure i sindaci - osserva - hanno un ruolo molto importante nello stabilire il prezzo degli affitti e i canoni concordati”. Piepoli non ha dubbi sul fatto che coloro che finora sono scesi in piazza rappresenti una minoranza della popolazione studentesca e universitaria e, quindi, “l’obiettivo della manifestazione è dire che altri studenti la pensano in modo diverso”. E ancora: “Noi portiamo in piazza la testimonianza concreta di una generazione che non distrugge, non blocca, non picchia la polizia e non ruba dai negozi. Se diciamo che c’è qualcuno che vuole bloccare tutto, noi vogliamo sbloccare tutto”.
Intanto, ad accendere gli animi ci ha pensato PiazzaPulita dando la parola a Fouad Krarmi, ventenne torinese e fondatore del movimento 2GEN (Seconda Generazione) che, intervistato da Corrado Formigli, ha detto: “I giovani sono stufi, vivono da anni sotto un governo che non fa mai nulla per loro, il popolo è arrabbiato, le scuole fanno schifo”. Piccolo particolare Krarmi, sui suoi profili social, pochi giorni fa, ha minacciato proprio i ragazzi di Gioventù Nazionale impugnando un fucile, rivelatosi poi un giocattolo. Vero o finto che sia, l’intimidazione resta ed è grave. “Piazza Pulita ha il compito di spiegare la realtà per favorire la propria narrazione contro il governo, contro la destra e quindi chiunque, anche il primo che passa, se ha da dire due cose funzionali a questa narrazione, va bene”, commenta Piepoli. “Sicuramente l’incitamento all’odio crea il rischio di emulazioni e di emulatori, soprattutto nei contesti dove i ragazzi sono più giovani e impreparati come le scuole. Bisognerebbe, quindi, arrivare in una situazione di calma perché le immagini di questi giorni sono un po’ preoccupanti, a prescindere che tu sia di destra o di sinistra o non vai a votare”, conclude Piepoli.
