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“È solo l’inizio”: il ricatto via mail. Le indagini in Italia all’antiterrorismo

Ipotesi di reato: procurato allarme. Combattenti dello Stato Maschile: “Non c’entriamo niente”

Le minacce ai voli rischiano di paralizzare l’Europa. È ancora presto per stabilire quale sia la loro effettiva offensività, ma le parole sono nette e le autorità per precauzione corrono ai ripari.«È solo l’inizio. In questo momento stiamo preparando una nuova ondata di attacchi», è il contenuto, secondo il Financial Times, di una mail inviata a diverse testate irlandesi. I pericoli maggiori, informa la mail, sono per il futuro: quanto accaduto questa settimana sarebbe «solo una piccola parte di ciò che attende l’Europa». Nel messaggio le intimidazioni, non è chiaro quanto credibili, di far esplodere aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni. Nella mail l’autore si presenta come «uno dei leader del gruppo responsabile» delle minacce ai voli. In serata, Reuters Online svela che si tratterebbe di Mikhail Andropov, come l’ex segretario generale del Partito comunista sovietico, un nome chiaramente «d’arte» che farebbe pensare a un coinvolgimento russo o a un tentativo di fare propendere l’inchiesta verso questa pista.Anche l’oggetto del messaggio ricevuto dalla irlandese Rte e dalla televisione privata bulgara Nova Tv «Messaggio all’Occidente», richiama una sua autobiografia dal nome New Challenge to the West.Intanto si muovono le procure italiane dei distretti, sotto il coordinamento della Dna, cioè la Direzione nazionale: sono i pubblici ministeri che si occupano di antimafia e antiterrorismo. Qui sono arrivate le informative della cybersicurezza sui casi di questi giorni. Al lavoro ci sono gli uffici della Digos, la Polizia postale, la Polaria. Nel distretto di Milano, dopo i falsi allarmi bomba sui voli di ieri, quattro voli sull’aeroporto di Malpensa e un’altra mail di minacce a quello di Linate, è stato aperto un fascicolo a modello 44, con ipotesi di reato di procurato allarme e senza indagati. Il fascicolo è coordinato dal pm Enrico Pavone, del pool antiterrorismo guidato dal procuratore Marcello Viola che avrebbe assorbito anche il fascicolo aperto fino a Busto Arsizio.I magistrati e gli inquirenti sono al lavoro sulle segnalazioni contenute nelle due informative che riguardano le mail minatorie a firma «Combattenti dello Stato Maschile». Anche se lo stesso gruppo estremista misogino ha smentito alla Bbc di avere a che fare con gli attacchi contro gli aeroporti italiani. In risposta al servizio russo della Bbc, un account su Telegram - uno dei tanti collegati al cosiddetto «Stato Maschile» e al suo fondatore Vladislav Pozdnyakov - ha deriso qualsiasi insinuazione che il gruppo fosse coinvolto nell’invio delle minacce via e-mail.«Quale Stato Maschile? Dove l’hai visto?Non esiste più da molti anni», recita il messaggio sul canale. Nel frattempo anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per procurato allarme in relazione agli allarmi bomba su alcuni aerei che hanno riguardato lo scalo di Fiumicino. Il procedimento, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, è al momento contro ignoti. Il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzizikostas che ieri si è recato alla sala operativa di Eurocontrol, l’Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, ha fatto sapere che la settimana prossima «esperti di sicurezza degli Stati membri si riuniranno nuovamente a Bruxelles per esaminare la situazione e discutere le eventuali misure necessarie» al fine di garantire «la sicurezza dei passeggeri e il regolare svolgimento delle attività dell’aviazione europea».

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