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Enrico Costa: “Assoluzioni pubblicate dai giornali. Così finirà pure la gogna giudiziaria”

“Le accuse finiscono sotto i riflettori, mentre quando arriva l’assoluzione spesso non se ne accorge più nessuno”

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«Ogni anno 500 mila persone sono o archiviate o assolte in primo grado. La legge stabilisce che c’è un diritto di chi, sottoposto alla gogna mediatica, di avere la pubblicazione della sentenza di assoluzione». Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, è soddisfatto per il via libera del Senato alla legge garantista di cui è primo firmatario e che introduce l’obbligo per i media di pubblicare le sentenze di assoluzione, proscioglimento o archiviazione che riguardano i cittadini precedentemente coinvolti in procedimenti giudiziari finiti sui media.

Onorevole Costa, perché questa legge è una battaglia di civiltà?

«Perché nel nostro Paese la presunzione di non colpevolezza è scritta in Costituzione, ma troppo spesso non trova applicazione concreta. Basta essere indagati per perdere reputazione, credibilità, rapporti familiari e lavorativi. Le accuse finiscono sotto i riflettori, mentre quando arriva l’assoluzione spesso non se ne accorge più nessuno».

La gogna mediatica pesa più della sentenza?

«C’è una sproporzione enorme tra lo spazio dedicato alle indagini e quello riservato alle assoluzioni. Le inchieste fanno notizia, le sentenze arrivano dopo anni, quando i riflettori si sono spenti. Se ho dato venti giorni di notizie, non posso cavarmela con un trafiletto a pagina 20. Bisogna ristabilire le proporzioni tra accuse e proscioglimento».

Come funzionerà la legge?

«Chi è stato assolto, prosciolto o archiviato e ha subìto una narrazione mediatica della propria vicenda potrà chiedere alla testata la pubblicazione del provvedimento favorevole, con uno spazio adeguato. Se il diritto non viene rispettato, potrà rivolgersi al Garante della privacy».

Sono previste sanzioni?

«È una norma di principio, non introduce sanzioni specifiche. Resta la possibilità di agire in sede civile. Ma il punto è culturale: non si può distruggere la reputazione di una persona nella fase delle accuse e poi ignorarla quando viene riconosciuta innocente».

È una nuova bandiera garantista per Forza Italia?

«È un impegno che portiamo avanti da anni. Abbiamo già introdotto il rimborso delle spese legali per gli assolti e l’oblio, attraverso la deindicizzazione delle notizie sulle indagini infondate. Questa legge segue lo stesso filo conduttore: restituire dignità a chi ha subìto un procedimento senza essere colpevole. Il provvedimento è stato sostenuto da tutta la maggioranza».

La norma nasce anche guardando a casi di cronaca recenti?

«Non faccio leggi su singoli casi, ma per tutti i cittadini che si trovano nelle condizioni previste. La presunzione di innocenza non vale solo nelle aule di tribunale, ma anche per i giornali».

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