Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:12
Interni

I ricordi al tempio. “Ferita aperta”. I dati sull’odio: la sinistra fredda

Sinagoga piena per le vittime. Ovazione per la Segre. Il sondaggio: centrodestra più sensibile sull’antisemitismo

L''evento promosso dalla Comunit� ebraica per ricordare le vittime del 7 ottobre., Milano, 7 ottobre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

È il giorno del dolore e dell’orgoglio, non solo per gli ebrei italiani, ma per gli amici di Israele. A tre anni dal 7 ottobre, nella sinagoga di Milano si commemorano le vittime del pogrom di Hamas.

«Una ferita aperta» dice al Giornale il rabbino capo Alfonso Arbib, riflettendo sull’«antisemitismo dei buoni» e sulla «mancanza di empatia di questi tre anni, che fa male, che va crescendo e che nasconde l’ostilità». Dentro, le bandiere dell’Italia e di Israele. Fuori, nelle piazze, infuria l’isteria collettiva di un movimento pro Pal che alimenta quest’odio. «Noi non abbassiamo la testa» avverte il presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi. Serrati i controlli, la sala è piena e accoglie con una standing ovation la senatrice Liliana Segre. Interviene anche un’attivista, zia di una bambina rapita da Hamas. In prima fila il governatore Attilio Fontana, Maurizio Gasparri (Fi) e l’ex ministro Graziano Delrio, presentatori di progetti contro l’antisemitismo. Delrio per questa iniziativa è stato bacchettato dal suo stesso partito, quel Pd che Lele Fiano - seduto accanto a lui - sta per lasciare. Il sindaco Beppe Sala si fa rappresentare da un assessore, Martina Riva, che pare convinta. Ma la sala di via Guastalla chiede a gran voce che il gemellaggio Milano-Tel Aviv non sia stracciato come chiede la sinistra locale.

A Roma alle 6.29 (orario in cui tre anni fa si scatenava il terrore) nel cuore del quartiere ebraico ha suonato lo shofar per le vittime. Martedì sera la Comunità di Roma e l’Ucei, con l’Ambasciata di Israele in Italia, le aveva ricordate al tempio maggiore. Presenti il presidente della Conferenza episcopale Matteo Zuppi, il coordinatore per la lotta all’antisemitismo Pasquale Angelosanto e politici per lo più di centrodestra e di centro. Del Pd, Piero Fassino, uno dei pochi amici dello Stato ebraico che sono rimasti a sinistra.

Il 7 ottobre, giorno del lutto per Israele, rimanda a un odio antiebraico che anche in Occidente si avverte.

L’esplosione dell’antisemitismo è un’emergenza conclamata - e non solo italiana. A Milano la sondaggista Alessandra Ghisleri presenta uno studio da cui emerge «una forte sensibilizzazione» sul tema, ed evoca il rischio di un’evoluzione negativa del clima. L’aumento dell’antisemitismo oggi è riscontrato dalla metà degli italiani (soprattutto over 65) mentre il 31% degli intervistati non lo ravvisa o lo nega. Come orientamento politico, si nota che questo parere è marcatamente diffuso soprattutto tra gli elettori del centrodestra, che mostrano di sentire di più il problema. L’antisemitismo è in aumento per il 62,5% degli elettori di Fdi, per il 58,8% di chi vota Forza Italia e per il 55,2% dei leghisti. Molto alto, e da decifrare, il dato dei potenziali elettori di Fn al 74,2%. Sopra il 50% anche l’elettorato di Italia Viva al 56%, Azione al 55,5% e Pd al 53%. Meno sensibili appaiono invece gli elettorati di Avs e 5 Stelle, molto più in basso come consapevolezza (al 41 e al 40,6%). «I dati segnalano una forte preoccupazione radicata nel nostro Paese commenta Meghnagi - L’ostinazione con cui ci si oppone al ddl sull’antisemitismo non trova riscontro in questi numeri».

Commenti