“Quando vige un ordine sociale ingiusto, il disordine è il primo passo per instaurare un ordine sociale giusto”. Parole farneticanti frutto di ignoranza e confusione. Sono quelle firmate dai Carc, i cosiddetti
Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo che stamani hanno giustificato-rivendicato i disordini e le devastazioni di ieri a Milano e in altre piazze italiane.
Parlano di “sano carattere distruttivo” del “disordine”, questi cattivi maestri della sinistra estrema, componenti di una formazione, nata negli anni Novanta, che ha sempre operato con frange contigue alla lotta politica violenta, di stampo immancabilmente “antimperialista” e “antisionista”.
“Respingere i tentativi di criminalizzare le rivolte - si legge nel proclama pubblicato via social - è nell’interesse dei lavoratori e delle masse popolari tutte”. “Perché quelli che oggi condannano le rivolte e fomentano la dissociazione e la criminalizzazione - prosegue - sono gli stessi che invocano la polizia contro i blocchi e contro i picchetti dei lavoratori, dei camionisti, degli agricoltori, anche quando sono ‘pacifici’. E lo fanno nel nome della legalità”.
Nel messaggio delirante, gli antagonisti Carc manifestano “solidarietà a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze, ai fermati e ai feriti di Milano, Torino, Brescia, Bologna e delle altre città che sono insorti. E concludono con il proclama finale: “Quando il disordine si manifesta in tutta il suo sano carattere distruttivo, la soluzione non è la condanna, ma la lotta per costruire un nuovo e superiore ordine. Il socialismo”.
Oltre alla appropriazione della parola “socialismo”, che la sinistra istituzionale e parlamentare dovrebbe considerare una profanazione, più che una provocazione, colpisce (ma in realtà non sorprende nessuno) che questo proclamo che inneggia al disordine e giustifica la violenza arrivi proprio da quanti avevano firmato, alcuni mesi fa, proclama per “cacciare i sionisti” dal corteo del 25 aprile, cosa poi puntualmente avvenuta con la partecipazione di molti altri gruppi e componenti, estremiste e non solo.
