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Il sabato del linciaggio

Servono maniere forti: quelle della legge. Un coltello non diventa un giocattolo perché chi lo impugna ha quattordici anni

Milano

Leopardi vedeva nel sabato la vigilia della festa. Noi ci svegliamo senza sapere se sarà la vigilia della guerriglia. Un Paese ostaggio di un branco di cretini, manovrati sui social da criminali nascosti nell’ombra che la democrazia concede anche a chi vuole abbatterla. Libertà ormai senza doveri: solo diritti, privilegi e vetrine da spaccare. Persino l’Egitto reputa pericole le nostre città.

Applaudo il governo: ha varato un decreto contro il buonismo travestito da integrazione. La sinistra ha scambiato il lassismo per accoglienza, spendendo miliardi in ricette fallite. Ora il conto lo paghiamo noi.

Servono maniere forti: quelle della legge. Un coltello non diventa un giocattolo perché chi lo impugna ha quattordici anni. E chi arruola giovani violenti al servizio di anarchici e fanatici islamisti non difende i diritti: prepara una società in cui le donne obbediscono e gli omosessuali tacciono. Bel progresso, compagni. O lo Stato si riprende le strade con la forza delle regole, o altri tenteranno di farlo con la forza e basta. E quella sì sarebbe la fine della libertà.

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