Il sindaco Beppe Sala che nel weekend della guerriglia urbana si era lamentato ci fossero «poche divise» in strada, nè sabato nè ieri ha ringraziato le forze dell’ordine e i militari che hanno presidiato Milano e hanno evitato, insieme all’attività investigativa ai più alti livelli, che si ripetessero altri assalti o scontri in piazza. Anche i commercianti si sono blindati nei negozi ma hanno lavorato, si sono fidati dell’ingente presidio di sicurezza messo in campo. Non a caso Confcommercio Milano sabato a fine giornata ha ringraziato i «negozianti che hanno aperto le attività nonostante le tensioni» e «istituzioni, forze dell’ordine e militari per aver gestito e tenuto sotto controllo una situazione difficile». Sala ha pubblicato ieri sui social solo «un particolare frame della pacifica manifestazione» di sabato a Milano, ripreso dalla centrale operativa dei vigili di piazzale Beccaria dove è rimasto tutto il giorno per seguire gli eventi, proprio perchè temeva il peggio. Il frame ritrae un cartello con l’immagine di Aldo Moro e la scritta «la democrazia non si uccide». Anche la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein ha battuto il tasto, «non c’è stata quella guerriglia che qualcuno sperava di vedere, la risposta più forte è stata la democrazia, a Milano un corteo pacifico». Al sindaco - che si era espresso a favore dei 500 militari inviati dal governo, subito contestato da Avs e dai candidati in campo alle (possibili) primarie - toccherà barcamenarsi tra le varie anime della sinistra anche oggi in Consiglio comunale. Si presenterà a riferire dopo i disordini di piazza del 17 e 18 ottobre e sugli ultimi eventi.
FdI aveva già depositato la scorsa settimana una mozione che chiede al Comune di costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari contro i responsabili degli atti di violenza, vandalismo e danneggiamenti che si sono verificati in città, sostenuta da tutto il centrodestra. Avrebbe voluto discuterla subito, lunedì 19, per dare un segnale chiaro a cittadini e commercianti, ma la maggioranza l’ha impedito. Oggi tornerà alla carica e - mozione o no - pretenderà dal sindaco una presa di posizione chiara. «Milano non può e non deve tollerare che la violenza e il degrado vengano fatti passare per forme di protesta - sottolinea il capogruppo FdI Riccardo Truppo -. Gli atti criminali di questi giorni hanno causato ingenti danni ai commercianti, sfregiato beni pubblici ed edifici, è stata lesa anche l’immagine di Milano e sono stati feriti agenti. È fondamentale inviare un segnale forte e inequivocabile: chi danneggia Milano paga di tasca propria. La politica ha il dovere deve schierarsi senza se e senza ma dalla parte delle vittime e delle forze dell’ordine». Ieri anche il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina ha rimarcato che «solo grazie alle azioni di pubblica sicurezza, fermi e arresti compresi si è evitata una nuova devastazione. É la migliore risposta a Sala & co.». La coportavoce milanese di Avs Francesca Cucchiara sui social ha mandato invece «un saluto ai droni di Salvini».
Il deputato FdI Riccardo De Corato, ex vicesindaco, sottolinea anche i 171 fermi preventivi e cinque arresti effettuati sabato a Milano dalle forze dell’ordine «durante una brillante opera di prevenzione che ha scongiurato il ripetersi delle devastazioni avvenute il weekend del 17 e 18 ottobre. Durante i controlli sono state identificate quasi 3mila persone». Intanto Sala con altri otto sindaci del centrosinistra (Roma, Bari, Napoli, Genova, Firenze, Cagliari, Bologna e Torino) ha chiesto alla premier Giorgia Meloni «un confronto urgente» in merito alle proteste sul carovita che stanno interessando il Paese nelle ultime settimane, «I comportamenti violenti sono inaccettabili e li condanniamo con la massima fermezza. Ma la risposta duratura passa dall’economia: dal potere d’acquisto, dal lavoro, dai servizi essenziali».
