Da nord a sud, L’Italia è attraversata da una nuova ondata di occupazioni dei licei: tutte hanno un filo conduttore che le unisce, rappresentato dall’idea di «fare come in Francia», ossia far montare la protesta nelle scuole per ragioni condivisibili sulla carta, che poi però si trasformano in distruzione e devastazione. La data chiave è oggi: è stato proclamato il grande sciopero studentesco della «jeunesse en colère», la gioventù in collera, slogan rubato dai francesi, a cui seguirà quello per la Palestina il 30 ottobre «verso l’embargo popolare». Entrambi sono ad alto rischio scontri.
L’epicentro di tutto è Torino, dove sono circa 20 i licei occupati e in diversi di questi sono state segnalate gravi condotte, tanto che i presidi hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. In molti casi il sospetto è che, oltre agli iscritti, ci siano infiltrati tra le fila dei facinorosi, impossibili da riconoscere perché tutti per lo più incappucciati. I Carabinieri sono intervenuti per fermare un gruppo di 40 persone che ha preso d’assalto tre scuole, tra cui una elementare, armati di spranghe per distruggere tutto, davanti ai bimbi terrorizzati: i militari hanno arrestato un 17enne che, travisato, stava rompendo un infisso con un estintore. Non apparteneva a nessuno degli istituti in cui ha agito e ha opposto «viva resistenza» all’arresto mentre altri dello stesso gruppo lanciavano pietre e oggetti contro i militari per tentare di agevolare la fuga del «compagno»: uno dei carabinieri colpiti ha avuto una prognosi di 10 giorni. Si tratta del secondo arresto in pochi giorni a Torino, dove molte scuole sono state dichiarate inagibili tra banchi spaccati, lavagne lanciate, computer inutilizzabili e non solo. Nella sede centrale del Colombatto i rappresentanti degli studenti, poi premiati dal vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, e i militanti di Azione studentesca hanno impedito l’occupazione, venendo aggrediti dai collettivi, che hanno aperto gli estintori. Nella succursale, invece, ci sono stati feriti tra il personale scolastico nel tentativo di sfondare il cancello e sono state lanciate taniche di alcol che sarebbero potute diventare molotov. Sono 27 al momento gli identificati a Torino e gli istituti con maggiori criticità sono Peano, Boselli, Sella e Bosso Monti.
A Bologna, l’occupazione del Laura Bassi è durata circa 24 ore ma ha lasciato dietro di scia di devastazione ripresa nei video che circolano sugli smartphone, tra muri imbrattati ed estintori svuotati nei corridoi. A Napoli ci sono oltre 10 scuole occupate e le forze dell’ordine che sono intervenute hanno finora sequestrato catene, maschere con il volto di «V per vendetta» e striscioni, oltre ad aver identificato diversi studenti travisati con cappucci e balaclava. Le scuole maggiormente interessate sono Alberti e Vittorio Emanuele. È la città, dopo Torino, in cui il movimento studentesco è più attivo. A Roma, Milano, Firenze e nel resto d’Italia ci sono occupazioni ma per il momento la situazione è sotto controllo, anche se la sensazione diffusa è che l’eco delle proteste francesi abbia contagiato le scuole italiane, soprattutto grazie ai social dove i video delle distruzioni francesi rimbalzano da giorni.
