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Italia e Ue sotto attacco. La pista filo russa: l’escalation degli hacker guidata da una sola regia

I pirati web si infilano nei domini altrui e fanno partire le mail di minaccia da altri Paesi. La galassia dei collettivi che odiano l’Occidente

A woman looks at flight arrival board at Sofia's Vasil Levski Airport in Bulgaria, Thursday, Nov. 5, 2026, as three Ryanair flights bound for Sofia, Bulgaria, had to make emergency landings because of bomb threats on board. (AP Photo/Valentina Petrova) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

In Italia i tentativi di hackeraggio in questi giorni si sono infittiti, sia contro infrastrutture pubbliche sia private e il Paese è sotto attacco, confermano fonti autorevoli che operano in ambito cybersecurity.Il rischio è alto anche in Europa, dove tutto porta a pensare a un’unica regia russa. L’intelligence Ue sta monitorando i movimenti in rete degli attivisti filo-Cremlino ma resta da stabilire se e in quale misura i servizi segreti russi abbiano diretto, incoraggiato o addirittura autorizzato le operazioni. Detto questo, nulla è come sembra nel mondo dei collettivi hacker: in parte lavorano come alleati e in parte sono rivali e si «sfilano» i domini a vicenda. Nella galassia di gruppi di pirati web è in corso una mobilitazione che mai è stata così fitta. In questo caos confluiscono sigle che nulla c’entrano le une con le altre e che combattono battaglie diverse (ma tutte mirate alla destabilizzazione dell’Occidente). Ma ci sono anche i «dirottamenti» creati ad arte, con un metodo a matrioska che confonde le idee: gli hacker si impossessano del dominio di reti altrui e le usano per attaccare senza essere individuati. I russi hanno lanciato attacchi informatici in Ucraina appoggiandosi a circuiti in Iran, fanno partire le mail dalla Columbia o si camuffano sotto le sigle islamiste. O ancora, si impossessandosi delle firme di altri, come accaduto con i Combattenti dello Stato maschile che per qualche ora sono stati accusati degli allarmi bomba sui voli europei.Il gruppo principale che spunta dietro a ogni attacco e a ogni minaccia è quello dei NoName057: sono loro ad aver diffuso le istruzioni per il blocco dei frigo nei supermercati, sono loro che si sono affiancati al «Movimento 17 ottobre» e ai gruppi Pro Pal per sobillare le piazze. Attivi dal 2022 si celano dietro al simbolo russo dell’orso (con il dito medio alzato) e promettono: «Siamo solo all’inizio», pubblicando le immagini di 10mila telecamere italiane collegate ai circuiti di sicurezza di negozi, case e pianerottoli di condomini. Finora hanno messo a segno attacchi in Ddos a siti istituzionali e ministeri, con l’unico obbiettivo di bloccarne l’attività per qualche ora. Adesso sembrano aver cambiato strategia: le minacce, le mail, la volontà di farci sentire in pericolo. Attorno a loro ruota una galassia di gruppi minori. Z-Pentest, che sembra coinvolto nel blocco dei frigo, è una sorta di spin off dei NoName e di un altro gruppo, i Carr (Cyber Army of Russia Reborn), ed è più specializzato in intrusioni nei sistemi industriali esposti su internet, violati usando password deboli o mai cambiate. Everest, gruppo filorusso particolarmente accanito contro l’Austria, sembra il responsabile delle minacce al tunnel del Brennero.La pista russa potrebbe portare al Gru, l’unico servizio dell’intelligence di Mosca sopravvissuto alla fine dell’era sovietica, incaricato delle operazioni all’estero. Il team è meglio noto come Unità 74455, ed è celebre per gli attacchi a varie aziende europee e per il sabotaggio della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di PyeongChang nel 2018. Le community si sono risvegliate negli ultimi mesi e si scambiano dati: elenchi di mail, informazioni sulla vulnerabilità delle nostre infrastrutture. E sembra stiano concordando un’escalation, un attacco comune: ne è conferma l’orario delle mail contro gli aeroporti. Un coordinamento che fa intuire l’esistenza di una rete, rimasta in silenzio finora.

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