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“Je suis maranza”, la campagna Pd che sdogana i facinorosi

I dem accarezzano i “nuovi italiani” per i consensi. Il vero obiettivo è lo Ius soli

Ouidad Bakkali, PD

Nel Pd esplode la maranza-mania. Sono «l’unica maranza nella stanza», grida la deputata Pd Ouidad Bakkali, riferendosi al Parlamento. «Je suis maranza» le fa eco Simohamed Kaabour, consigliere comunale dem genovese. Sono entrambi di origine migratoria, sono vicini all’area dell’ex ministro Andrea Orlando e pretendono che l’espressione coniata da Jovanotti assuma un’accezione positiva. Quella dei due piddini è una battaglia linguistica ma anche una rivendicazione culturale. La condanna ai saccheggi, ai borseggi e alle violenze è la premessa comune dei loro post social. Poi però arrivano i distinguo: «Sono maranza perché è ora di smetterla di mostrificare un’intera generazione...ne ho piene le orecchie della retorica sui figli degli immigrati, delle punizioni collettive, delle generalizzazioni e delle falsità dette in aula, sui giornali e social media».

Insomma, per la Bakkali, la colpa è in ogni caso della «destra» che è «razzista e classista». La contraddizione è evidente: stigmatizzano le violenze ma, discutendo del fenomeno, il bersaglio diventa chi i «maranza» li racconta o cerca di contenerli a livello normativo. E cioè i perfidi «giornali di destra» o il governo Meloni. Non è da meno Kaabour, già attaccato dalla Lega per l’assenza in Consiglio comunale quando si è trattato di votare una mozione contro Mohammad Hannoun, l’architetto giordano accusato di aver guidato una cellula pro Hamas in Italia. «Maranza - annota sui suoi profili, mentre posta una foto di un cartello con su scritto «Je Suis maranza» - non è sinonimo di delinquente o di giovani con background migratorio, né un aggettivo negativo. È una formula di conformismo che vive il suo tempo, e come altre passerà crescendo. Ma sta alla società e a chi la governa cambiare ciò che offriamo loro, prima

di cambiare i ragazzi». Kaabour la butta sul piano della marginalità. Che magari può spiegare un disagio sociale ma certo non giustifica chi aggredisce, distrugge, deruba e così via. Del resto, definirsi maranza per la sinistra ha una doppia valenza: identitaria ma anche elettorale. Sia la Bakkali sia Kaabour sono in prima linea per l’estensione della cittadinanza italiana. Lo Ius soli sarà uno dei punti focali del programma del Campo largo (sempre qualora una coalizione di centrosinistra prendesse vita). Anche «maranza», per il Pd, diventano uno scudo con cui difendersi dal presunto razzismo della destra. Con buona pace dei sacrifici dei commercianti e della sicurezza delle nostre città.

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