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La Cassazione: “Niente sconti a chi picchia per cultura”

Nessuna religione o tradizione, quindi, giustifica - anche per la giurisprudenza - chi usa violenza contro la propria consorte

Ci vorrebbe anche la dichiarazione dei doveri della macchina statale

La Cassazione non ha riconosciuto l’attenuante «culturale» e «religiosa» per un uomo che ha usato violenza contro la moglie. Una sentenza storica, che deriva dal ricorso presentato da un nigeriano dopo la condanna. «Non esistono deroghe, eccezioni o attenuanti culturali quando vengono calpestati i diritti fondamentali di una persona. È una vittoria importante, una di quelle destinate a lasciare il segno nel dibattito sulla tutela della libertà femminile», ha dichiarato l’ex parlamentare Souad Sbai su La Nuova Bussola Quotidiana. Nessuna religione o tradizione, quindi, giustifica - anche per la giurisprudenza - chi usa violenza contro la propria consorte. La sentenza in questione è la numero n.38233/2026, ed è stata depositata quattro giorni fa. L’uomo aveva sposato la donna quando quest’ultima aveva soltanto quindici anni. Poi, nel corso del tempo, si erano ripetute violenze fisiche e psicologiche. La Cassazione mette un punto rispetto alla possibilità di eccepire giustificazioni.

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