La coerenza è degli sciocchi, diceva Oscar Wilde. Infatti a sinistra sono dei geni, anche se non lo sanno. «No al carcere per i minorenni», strepitano le opposizioni, «sono solo ragazzini», ma gli stessi partiti Pd, M5S, Avs, +Europa e chi più ne ha più ne metta vogliono far votare i 16enni, dunque difendono i giovani delinquenti, soprattutto quelli di seconda (de)generazione a cui vogliono pure regalare la cittadinanza con lo ius soli. «Meloni non criminalizzi i giovani di Milano soltanto perché non ha risposte da dare», tuona Elly, la statista di Lugano. Che minaccia: «Toccherà a noi farlo», riferendosi alle risposte. «I giovani in piazza chiedono di poter vivere dignitosamente», continua Schlein. Con scarpe e cinture rubate durante i saccheggi l’esistenza migliora. La segretaria del Pd si esibisce in un esercizio di involontaria comicità, il suo forte: «Per Meloni sono abbastanza grandi per andare in galera ma non per l’educazione sessuo-affettiva a scuola», il che non solo non c’entra dato che l’educazione spetta alle famiglie, ma è la stessa che si oppone alla galera per maranza e criminali simili e li ritiene grandi abbastanza per votare Pd.
Conte attacca Nordio: «Se un ministro parla di massicci arresti di giovani e vuole ampliare le carceri vuol dire che non è un politico, vada a casa». Non dite a Conte (se lo fate abbiate un certo tatto) che nel programma dei 5Stelle (punto 12 del patto generazionale)
c’è scritto di «abbassare a 16 anni l’età per l’elettorato attivo nelle elezioni politiche». Nello stesso patto, altra involontaria ilarità, non solo c’è «il riconoscimento a 18 anni di una dotazione pubblica di 15mila euro» gra-tu-i-ta-men-te ma viene sottolineato che «la misura è destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300mila euro», trecentomila: se non si trattasse dei 5Stelle penseremmo a un refuso. Lo stesso Conte ha definito «maturi» i 16enni.
Irrompe Nicola Fratoianni, quello della Bonelli&Fratoianni: «Siamo di fronte a una generazione che esprime una rabbia senza soggettivazione politica», ha detto così. «Non è questione di repressione, servono risposte sociali», come l’abolizione totale delle carceri per maggiorenni e minorenni per cui si batte l’europrodigio di Avs Ilaria Salis. Il barbuto Marco Grimaldi, deputato sempre di Avs, dice che è «appena uscito da un sopralluogo al carcere minorale di Torino», che «è pieno» e che «la maggior parte dei detenuti è straniera, per lo più di origine magrebina»: la notizia è sorprendente dato che nel 2024-2025 il 49,4% di furti commessi da minorenni è stata opera di stranieri (fonte Associazione Antigone), i quali maggiorenni e minorenni sono il 9% della popolazione residente. Nel programma di Avs, alla voce Pretendiamo il futuro, la riforma del sistema elettorale prevede il diritto di voto a 16 anni e la possibilità di entrare alla Camera a 18. Dare il voto ai 16 e 17enni significa
ampliare di un milione il potenziale elettorato. Alla sinistra non è rimasto che coccolare i giovani delinquenti (oltre al tifo per Vannacci), quelli che «vanno capiti», che «vivono il disagio sociale», che alberga nelle loro zucche vuote.
Ventitré luglio 2026, il governo approva il ddl anti-maranza, rende automaticamente «capaci di intendere e di volere» i minorenni arrestati, invertendo l’onere della prova. Il dem Matteo Mauri, responsabile (in)sicurezza del partito, protesta: «Criminalizzano una generazione». A sinistra il primo a spingere per il voto ai 16enni è stato Veltroni nel 2007. In parlamento giace dal 7 maggio 2013 un ddl di Antonio Decaro sulle elezioni regionali e comunali. Dal 2019 è diventato il mantra di Enrico Letta. Tra i 5Stelle, oggi, è la vicepresidente Vittoria Baldino (ha la delega ai giovani) ad attaccare chiunque voglia assicurare alla giustizia i piccoli delinquenti. Ed è sempre lei a battersi perché possano votare Movimento 5Stelle.
Bonelli parla di fallimento, ma non si riferisce a se stesso (politicamente, s’intende), quanto «all’ammissione del fallimento delle politiche di destra»: fosse per Bonelli voterebbero anche i sassolini dell’Adige (incensurati e no), ma è da vedere se voterebbero per Bonelli.
