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L’attacco choc di Francesca Albanese: “Gli europei guadagnano vendendo cani che stuprano i palestinesi”

Polemiche in rete per le dichiarazioni della relatrice Onu davanti ai parlamentari irlandesi. Nel mirino Israele, l’Europa e Trump: “Stanno cannibalizzando il diritto internazionale”

Francesca Albanese

Francesca Albanese torna ad accusare Israele e lo fa con dichiarazioni particolarmente pesanti. Secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, nelle carceri israeliane i detenuti palestinesi avrebbero denunciato violenze anche da cani appositamente addestrati in Paesi europei. Non solo: alcuni cittadini europei, ha sostenuto come riporta l’Irish Times, trarrebbero profitto proprio dalla vendita di questi animali. Le accuse sono state pronunciate durante un’audizione davanti alla commissione per gli Affari europei del Parlamento irlandese, nel corso della quale Albanese ha chiamato in causa anche l’Unione europea e gli Stati Uniti, accusandoli di complicità nelle politiche israeliane.

L’Irlanda deve “mostrare coraggio” e sfruttare la propria presidenza dell’Unione europea per opporsi a Israele. È l’appello lanciato dalla funzionaria Onu, che ha colto l’occasione per accusare l’Unione europea di essere “complice di ciò che Israele sta facendo con la colonizzazione di quanto resta della Palestina”, invitando il governo di Dublino a convincere gli Stati membri a “cambiare decisamente rotta se vogliono preservare l’ordine giuridico internazionale”.

Come evidenziato in precedenza, particolarmente pesanti le accuse rivolte a Tel Aviv e ad alcuni Paesi europei. Secondo la Albanese, infatti, i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane sarebbero stati violentati anche da cani appositamente addestrati, provenienti da Paesi europei. Dichiarazioni gravissime, la relatrice ha pronunciato nel corso del suo intervento senza elementi di verifica: “Israele ha sempre ucciso bambini, compiuto esecuzioni extragiudiziali, detenzioni arbitrarie, fatto ricorso alla tortura e persino allo stupro”. La Albanese ha poi sostenuto che i primi episodi documentati di violenze sessuali contro i palestinesi risalirebbero al 1948 e successivamente al 1967. “Tuttavia, questa è un’escalation su scala enorme. È abissale e dietro c’è un intento distruttivo. Si può vedere che l’obiettivo non è lo sterminio. Non si tratta di ucciderli tutti. È qualcosa di più profondo. Si tratta di distruggere il popolo, i vivi”, ha aggiunto.

La relatrice speciale dell’Onu ha quindi evidenziato: “Lo capisci quando leggi le testimonianze di persone che sono state torturate, che sono state violentate, violentate da cani addestrati nei Paesi europei”. Poi l’affondo: “Ci sono europei che traggono profitto dalla vendita di cani che violenteranno le persone. È abissale”.

Nel corso dell’audizione, la Albanese ha parlato anche delle minacce ricevute: “Non posso che essere onesta, sto rischiando la mia vita e quella della mia famiglia. Almeno lasciatemi dire la verità”. La relatrice ha raccontato che un mese fa alcune persone sarebbero entrate nella sua abitazione mentre i figli dormivano. “So cosa significa correre dei rischi”, ha rimarcato, tornando a denunciare quella che ha definito la strage dei bambini palestinesi. “Possiamo per favore renderci conto di ciò che Israele sta facendo?”, ha chiesto ai parlamentari irlandesi.

La Albanese ha quindi esortato il governo di Dublino a utilizzare la presidenza di turno dell’Unione europea per dare un segnale politico forte, capace di incoraggiare anche gli altri Paesi a prendere posizione. Per la relatrice, si tratta di “un’opportunità storica per l’Irlanda” di dimostrare il proprio impegno nei confronti del diritto internazionale attraverso una leadership fondata sui valori europei, in grado di difendere l’ambiente e tutti gli esseri viventi dai flagelli della guerra, dello sfruttamento, dell’oppressione e della repressione.

La situazione nei territori palestinesi occupati, ha proseguito, sarebbe ormai “oltre ogni parola”. “Il genocidio continua nonostante il cosiddetto cessate il fuoco. A Gaza, la popolazione è confinata in un terzo del proprio territorio, ormai devastato, mentre Israele continua a espandere il proprio controllo senza ostacoli”. La Albanese ha poi citato le cifre delle vittime palestinesi, sostenendo che in oltre tre anni Israele avrebbe ucciso più di 74.500 palestinesi, tra cui almeno 21.700 bambini, una media di venti minori al giorno per 1.095 giorni.

“Gaza è in rovina. Le famiglie vivono tra macerie e resti umani, insetti, roditori e malattie, mentre continuano gli attacchi israeliani e le restrizioni all’accesso degli aiuti umanitari. E l’inverno sta arrivando”, ha dichiarato. A complicare ulteriormente la situazione, secondo la relatrice, ci sarebbero anche le carenze nei finanziamenti destinati agli interventi umanitari.

La Albanese ha inoltre criticato le proposte di governance imposte dall’esterno, comprese quelle che coinvolgerebbero organismi come il Board of Peace del presidente americano Donald Trump. Iniziative che, a suo giudizio, colpirebbero “il cuore stesso del diritto inalienabile del popolo palestinese all’autodeterminazione”.

Infine, un nuovo attacco a Washington e Tel Aviv. La sua visita in Irlanda, ha spiegato, arriva in un momento particolarmente delicato: “Negli ultimi tre anni, agli Stati Uniti e a Israele è stato permesso di cannibalizzare il diritto internazionale, cercando di sostituire lo Stato di diritto con la loro assenza di legalità”. Secondo la Albanese, sostenuti da potenti interessi, i due Paesi starebbero contribuendo a costruire un mondo nel quale prevale la forza anziché il diritto. Da qui l’ennesimo appello all’Unione europea e ai suoi Stati membri

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