«Protestano contro il caro-carburante», hanno strepitato gli intellettuali di sinistra, ma le rapine questi le fanno a piedi o col monopattino (i maranza, non gli intellettuali di sinistra). Maurizio Landini è incensurato e ha il cervello fino: «Siamo in piazza perché la gente non ce la fa più», ha tuonato il 17 ottobre a Roma, però non parlava dei negozianti che si ritrovano con le vetrine sfasciate. «Molte persone sono povere pur lavorando», ha aggiunto, e in effetti per colpa dei contratti sottoscritti da Landini (lo invitiamo sempre a scioperare contro se stesso, sarebbe avanguardistico) i vigilantes hanno preso 5 euro all’ora e i vetrai 7. Guai però a invocare la «rivolta sociale» contro il Che Guevara di Castelnovo de’Monti: noi siamo pacifisti, anche se un po’ meno di Marco Grimaldi, il deputato pro Pal di Avs per il quale i tre minorenni nordafricani arrestati con le molotov «non volevano fare male a nessuno».
Non serviva il fermo di Youssef, la presunta mente del Movimento 17 Ottobre una laurea, un master, politologo, giornalista, amico di onorevoli e meno onorevoli per farsi beffe delle analisi sociopolitiche dei giustificazionisti. Sennonché le occasioni vanno colte, lo dice anche Paulo Coehlo che è di sinistra - «un giorno ti sveglierai e non ci sarà più il tempo di fare le cose che hai sognato» - quindi proseguiamo. I delinquenti di seconda (de)generazione devastano Milano? Il sindaco, Giuseppe Sala, condanna la violenza grazie Beppe ma sottolinea che «le ragioni della protesta erano comprensibili». Certo: allo smartphone da 800 euro andavano abbinate scarpe adeguate. «La politica» la riflessione è stata profonda «può decidere di strumentalizzare alla ricerca del consenso elettorale oppure affrontare con saggezza questo momento storico così difficile», e lui ci ha provato spiegando ai carabinieri come doveva essere inseguito l’egiziano Ramy, il cui amico tunisino Fares alla guida dello scooter (lui il caro-carburante l’ha patito) aveva forzato il posto di blocco. Il guidatore aveva pure assunto droghe, chissà se c’è il caro-stupefacente. Razzisti: vergogna! Anzi, «siate maledetti!», come ha gridato venerdì Karima Moual, che per quei pochi che non la conoscono fa l’opinionista nelle trasmissioni in cui serve una Karima Moual. «Sono almeno 15 anni che aspettate questo momento, avete voluto i figli degli immigrati a testa bassa e oggi usate la violenza di alcuni per condannare un’intera generazione». Ci ha beccati: erano 15 anni che aspettavamo che picchiassero la polizia e saccheggiassero i negozi.
Sul Manifesto, il 21 ottobre, Gad ha superato Lerner: «Un milione di danni, suvvia, deprecabile ma incomparabile alla violenza quotidiana teorizzata via social e messa in pratica dai potenti». Per Gad, ebreo che ha scoperto che mediaticamente tira di più difendere gli islamici, il governo «fa guerra ai ragazzini», che Gad ma anche Lerner descrivono come «maranza e baby gang, terminologia del disprezzo adottata ormai pure dal Viminale e dalla (ex) grande stampa». Non come ai gloriosi tempi in cui dirigeva il Tg1 e la Rai non era ancora stata lottizzata.
Tenetevi forte, riproponiamo un convincente Maurizio Cacciari a 4 di sera, che non è il voto: «Ma quale regia, ma quale regia ma che regia sono giovani esasperati perché non hanno una scuola decente», ma anche l’avessero non ci andrebbero. «Schierare i soldati a Milano? Un’idiozia. La scienza giuridica, la sociologia, sanno benissimo che in questi casi l’inasprimento delle pene non risolve assolutamente problemi di questo genere: questa è scienza», ha sentenziato il filosofo.
Mario Calabresi, aspirante sindaco di Milano, ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita (ma già devastata) ha spiegato che «a Milano servono gli educatori, non i blindati». O educatori blindati per non beccarle dai maranza(llah).
