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L’Udu attacca Vespa: “Paternalista”. Ma fa una figuraccia sui numeri delle borse di studio

Gli universitari accusano il conduttore, ma l’Andisu li smentisce: borse di studio garantite al 99,8% degli aventi diritto

Udu Vespa

Prima l’attacco a Bruno Vespa, accusato di paternalismo. Poi la solita requisitoria contro il governo, colpevole di aver lasciato “una generazione senza futuro”. Peccato che, mentre l’Unione degli Universitari si prepara a tornare in piazza, arrivi una smentita piuttosto imbarazzante. E non dalla maggioranza di centrodestra, ma dall’Andisu, l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio. Che, numeri alla mano, smonta una delle affermazioni pronunciate dall’Udu durante l’ultima puntata di “Porta a Porta”.

Facciamo un passo indietro. Ospite della trasmissione di Rai 1, la coordinatrice nazionale dell’Udu Sabrina Brizzola si è scontrata con Vespa sul tema del tasso di abbandono scolastico e delle borse di studio, il conduttore non ha utilizzato troppi giri di parole: “Visto che lei è informata, la prego di vedersi le statistiche […] quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano”.

Siparietto che ha scatenato il dibattito in rete, l’Udu oggi ha deciso di rincarare la dose: “Il paternalismo di Vespa non ci è nuovo, è la retorica che questa classe politica porta avanti contro la nostra generazione da anni”. Poi l’affondo: “Vespa ci dice di informarci, il governo di aspettare e crescere, ma la realtà è che oggi le istanze del Paese hanno la nostra voce”.

Ma proprio sull’invito a informarsi sarebbe forse il caso di soffermarsi. Perché durante la trasmissione Brizzola ha sostenuto che “l’Italia è l’unico Paese in Europa che non copre tutte le borse di studio degli studenti universitari”. Un’affermazione contestata dall’Andisu, che ha diffuso i dati ufficiali del ministero dell’Università e della Ricerca. Nell’anno accademico 2024/2025 sono state assegnate 299.618 borse di studio, con una copertura del 99,8% degli aventi diritto. Il restante 0,2%, precisa l’associazione, può essere ulteriormente coperto attraverso assestamenti amministrativi legati al completamento delle procedure.

Non solo. Rispetto all’anno precedente, le borse destinate agli studenti in possesso dei requisiti di reddito e merito sono aumentate di circa 21mila unità, pari al 7,5%. È cresciuta anche la percentuale complessiva degli universitari beneficiari, passata dal 18,6 al 19,2%. Il tutto grazie a risorse che hanno raggiunto circa 1,4 miliardi di euro.

Numeri che forse non cancellano le difficoltà degli studenti italiani, ma che raccontano una realtà decisamente diversa da quella dipinta dall’Udu. Soprattutto rendono quantomeno singolare la polemica contro chi invita a informarsi. E attenzione, perchè la Brizzola non arretra. Denuncia un sistema che avrebbe fallito, rivendica le occupazioni di scuole e università e rilancia la mobilitazione del 20 novembre contro il governo. “Il paternalismo di Vespa o di chi rappresenta non ci fa paura e non ci intimorisce”, la sua certezza.

Legittimo protestare, naturalmente. Meno convincente è pretendere di impartire lezioni a tutti, salvo poi ritrovarsi smentiti sui dati. Perché le rivendicazioni degli studenti meritano attenzione, ma anche precisione. E forse, prima di accusare Vespa di paternalismo, sarebbe stato opportuno seguire proprio il suo consiglio: informarsi ed evitare figuracce.

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