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Interni

Militari, la sinistra in parà-noia

Il dem che oggi si candida, rifiuta l’esercito. E Azione si sfila dal presidio della Cgil: “È politicizzato”

Divise Ieri in Prefettura il Comitato per l'ordine e la sicurezza a cui ha partecipato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con i vertici delle forze di polizia e delle forze armate

«Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto, in questa fase critica, viene il controllo e la repressione di questi fenomeni. Voglio proprio non rischiare di essere ambiguo e non sono contrario all’invio di 500 nuovi militari che presidieranno il centro e avranno un ruolo anche dinamico». Il sindaco Beppe Sala lasciando il vertice sulla sicurezza che si è riunito ieri in prefettura alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la guerriglia dei baby teppisti in centro e in vista di un sabato da bollino rosso pesa le parole e tiene a dare un’impronta securitaria. Nei giorni scorsi ha ondeggiato. Prima le polemiche («di cui non mi pento, era un’osservazione» ha detto ieri) sulla carenza di agenti durante gli scontri invece di concentrarsi sulla chiara denuncia dei violenti. Poi ha sostenuto che «non può essere solo un problema di repressione, vanno analizzate le origini del problema». Ora ribadisce che «da una parte ci deve essere il controllo ma bisogna poi cercare tutti insieme di porre mano a un problema generazionale evidente, richiederà tempo» però precisa che la priorità in vista di un sabato «delicato» è «la repressione di questi fenomeni. Riprendiamo il controllo della situazione. Non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere». E quindi bene i soldati inviati dal governo, schiererà 300 vigili e presterà i droni, «si teme che ci siano in piazza di nuovo giovanissimi, qualcuno che combatterà questa presenza e anarchici» afferma. Solo il 20% dei fermati sono milanesi. Ribadisce la critica sull’«uso distorto dei social, ripartire dalle scuole può essere una buona cosa, in piazza c’era la trasformazione dal videogioco alla realtà». Ora auspica che i negozi «non chiudano per paura di assalti, bisogna evitare psicosi, per una città come Milano sarebbe un rischio». Il segretario provinciale della Lega Samuele Piscina prende atto «con un certo stupore ma anche con soddisfazione che dopo anni in cui ha strenuamente sostenuto che non bisognasse militarizzare Milano e che l’insicurezza dei cittadini fosse solo una percezione oggi Sala esprima soddisfazione per l’arrivo dei soldati inviati dal governo. Forse se non avesse negato il problema per anni non ci troveremmo in questa situazione critica». Anche il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, proposto da Fi come candidato sindaco, sottolinea che finalmente «Sala si è pronunciato a favore dei nostri interventi, parole che tutti i milanesi avrebbero voluto sentire già tre giorni fa: sicurezza senza se e senza ma. Mentre qualcuno arriva in ritardo, noi abbiamo agito subito: 500 paracadutisti della Folgore a Milano con l’ausilio di tecnologia». Ma se è vero che Sala è in predicato per il posto da capolista Pd al Senato, il partito e la sinistra - come sempre - vanno in ordine sparso sul tema sicurezza. Il capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino che proprio stasera al Teatro della Quattordicesima al Corvetto scende in campo per il dopo Sala, ribadisce che «militarizzare la città è inutile. Abbiamo invece bisogno di forze dell’ordine preparate e di educatori, quando hai dei ragazzini che assaltano negozi non ci può essere solo l’aspetto repressivo». Ieri era al sit in promosso da Cgil e Pd in piazza Scala, presenti tra gli altri anche Sala e il giornalista Mario Calabresi pronto a correre alle primarie se ci saranno. Una manifestazione che ha perso pezzi. Alla vigilia si sono sfilate Cisl e Uil, ieri il segretario di Azione Milano Francesco Ascioti: «Eravamo favorevoli a una piazza civica aperta a tutti, che condannasse con nettezza e senza infingimenti la violenza e il teppismo e desse solidarietà alle forze dell’ordine - afferma -, con invito a partecipare a tutte le forze politiche di ogni colore. Nel corso delle ultime ore il contesto organizzativo è diventato poco chiaro, con tentativi di intestazione a vario titolo». La piazza della Cgil, della sinistra. «Abbiamo perso l’occasione di lavorare per costruire una risposta unitaria e sono prevalse le divisioni di parte» afferma. Per Avs «mobilitare l’esercito contro i minorenni è assurdo». Alla domanda sui militari Calabresi risponde che «la risposta deve essere larga e complessa, portare sicurezza è importante, bene che Mattarella non abbia dato poteri speciali ai soldati. C’è bisogno che questi fatti non si ripetano ma anche di curare questo malessere». Tra bandiere Pd, M5S e arcobaleno, Sala al sit in afferma che la sua «parte politica deve trovare una formula nel programma per far capire come intende gestire la sicurezza, perché è un’istanza che i cittadini, di destra e di sinistra, sentono». Appunto.