Al civismo «centrista» piacciono le martellate. Per i suoi Stati generali (chiusi domenica scorsa), Alessandro Onorato ha scelto l’immagine di un bambino che manda in frantumi un televisore. Un timing perfetto, considerata la furia maranza che, in contemporanea, si abbatteva sulle vetrine delle nostre città. Ma l’assessore ai Grandi eventi di Roma Capitale - si sa - ha una percezione grandiosa del ruolo che ricopre sullo scacchiere politico. Tant’è che forte dello 0.9% (ultima rilevazione di Alessandra Ghisleri per RealPolitik) straparla di candidatura alle primarie del Campo largo e di rilevanza nazionale. E dentro c’è anche Ismaele La Vardera, che vale da solo la misera percentuale del Pci. Il tutto condito da un motto obamiano ma alla vaccinara: «Se po’ fa». La verità, molto meno immaginifica, è che per presentarsi alle Politiche Onorato si è dovuto affidare a Giuseppe Conte, il vero feudatario di Progetto Civico Italia. Il prestito del senatore grillino Luigi Nave consentirà all’assessore romano di non raccogliere le 6mila firme a collegio che tanto lo spaventavano. Ma gli Stati generali non sono il primo evento messianico organizzato dal «civista» del Campo largo. Tant’è che Fratelli d’Italia Roma inizia ad avanzare qualche perplessità: «Il fatto che il bilancio venga presentato soltanto a fine anno non impedisce di sollevare fin da subito un interrogativo di carattere politico: chi sta finanziando concretamente questa iniziativa?». Il tema posto dai meloniani della Capitale è semplice: Onorato e i suoi si presentano come un’esperienza fondata sul rinnovamento e sulla trasparenza. E quindi sarebbe opportuno chiarire «quali risorse economiche vengono utilizzate e da chi provengono». Che in romanesco suonerebbe più o meno «Chi caccia li sordi?». Chiunque finanzi Progetto Civico Italia, il viaggio di Onorato continua. Dai primi incontri in An, sponda destra sociale, alla lista Veltroni, al Pd (è ancora nell’elenco dei membri dell’assemblea nazionale), passando dall’Udc di Pier Ferdinando Casini, dalla Lista Marchini alla Lista Gualtieri, atterrando nel contismo, tramite Goffredo Bettini, col Pci. Più che una «gabbia» ventennale - come l’ha percepita il protagonista di questa storia - un mulinello in preda ai venti. Il nuovo sodale è Enzo Maraio, segretario di Avanti Psi, che ha beneficiato con l’assessore romano del passaggio di Nave al Gruppo misto. Il segretario socialista, pur di non raccogliere le firme, ha accettato volentieri un patto di sangue con il Pci di Onorato che al suo interno presenta un garantista di titanio come Antonio Ingroia. Sono le macchinazioni del Campo largo targato Elly Schlein, che pur d’inglobare più 0.5% possibili, cerca di risucchiare la qualunque come un novello Scilla e Cariddi. Per Cateno De Luca di Sud chiama Nord, l’impasto politico di Onorato è salottiero: «Un’operazione fatta in provetta». Sarà ma intanto l’assessore capitolino si sbraccia, rivendica spazi, scende per strada contro gli abusivi. Il candidato c’è, il televisore rotto pure. Resta da capire chi paga il conto. Sempre se a qualche elettore interessi davvero saperlo.
