Avs è contro il riarmo, ma non dei maranza beccati con le molotov. «Non volevano fare male a nessuno», spiega il deputato Marco Grimaldi, quello che sfila col centro sociale Askatasuna tra i più violenti d’Italia manifesta coi No Tav e indossa la kefiah in parlamento. Grimaldi è andato a trovarli nel carcere minorile di Torino sono tre di seconda (de)generazione e ha detto che sono vittime del sistema. Ci arriviamo. Prima diciamo delle simpatie politiche di Youssef Siher, considerato la mente del Movimento 17 ottobre.
Il marocchino, accanito pro Pal segnalato già due anni fa dall’intelligence italiana, il 9 settembre 2023 ha condiviso su X il testo dell’interrogazione parlamentare di Nicola Fratoianni segretario di Sinistra Italiana sulla situazione di Khaled El Qaisi. «Attendiamo un responso da parte dell’onorevole ministro degli Esteri», ossia Antonio Tajani. «Khaled El Qaisi», questo l’inizio dell’interrogazione, «cittadino italo-palestinese residente a Roma, è stato tratto in arresto dalle autorità italiane mentre attraversava con moglie e figlio il valico di frontiera di Allenby».
L’indomani della strage islamista del 7 ottobre il nordafricano ha iniziato sistematicamente a esaltare la Palestina. Nessuno a sinistra ha commentato il suo fermo. Dopo le devastazioni, la settimana scorsa, le uniche parole di Pd, M5s e Avs sono state giustificazioniste: «La violenza va condannata», formula obbligata, «ma bisogna capire questi movimenti dal basso». In tanti hanno detto che non c’era una regia, che era la rabbia contro il costo della vita e altre stupidaggini sesquipedali per non usare la parola «delinquenti». Il motivo è noto: certa sinistra ormai punta a quel bacino elettorale. Sono gli stessi partiti, come abbiamo scritto ieri, che si battono perché i minorenni non finiscano in galera e allo stesso tempo i progressisti vogliono dare il voto ai 16enni.
Ieri, non appena le piazze dei violenti hanno ricominciato ad attaccare le forze dell’ordine, Ilaria Salis ha pubblicato sui social una foto dei manifestanti di Torino e ha scritto: «Tutti i giovani in piazza oggi contro il caro vita sono la meglio gioventù di questa Italia sofferente () I movimenti sono la nostra speranza e la nostra forza. Avanti tutta!». La meglio gioventù saccheggia i negozi, spacca le città e insanguina i poliziotti: noi dobbiamo ripagare le devastazioni e continuare a pagare i 16mila euro al mese della Salis. Torniamo a Grimaldi e al suo incontro in carcere coi tre ragazzi nordafricani, che hanno dai 15 ai 17 anni. Sono stati fermati dopo le violenze dello scorso fine settimana. Secondo l’accusa avevano bottiglie incendiarie e un ordigno già pronto. «Mi sono sembrati molto giovani e fragili, sentono di avere deluso le famiglie e sperano in un’altra possibilità. Meritano una seconda chance», ha aggiunto Grimaldi, per il quale in realtà «non hanno avuto neppure la prima».
Per Grimaldi non c’era alcun disegno eversivo. Anzi: i tre sono vittime di una società razzista, che non li ascolta, li emargina. «Gli adolescenti che rompono e spaccano e anche i giovani adulti che fanno questo sono molto abituati a non essere ascoltati. Io non voglio fare analisi» - e perché no, forza Grimaldi, non si sottovaluti! - «però questi ragazzi sono già stati mostrificati, e mi sento di dire che questi ragazzi che ho visto oggi non hanno nessun disegno eversivo. Di sicuro non hanno bisogno di essere chiusi in questo luogo». Dal metodo Montessori a quello Grimaldi. La pedagogia ha fatto passi da gigante.
