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Pensioni, la svolta di Quota 64. Durigon: “Pronti 850 milioni, ora la mini riforma”

Il sottosegretario annuncia le risorse stanziate nella manovra per il 2027: “Circa 60mila lavoratori potranno scegliere di andare in pensione a 64 anni”. Ora si lavora alla definizione della norma

"Incentivi a chi sceglie i fondi pensione"

Il sottosegretario Claudio Durigon è soddisfatto, nella manovra si parla anche di pensioni. Molti davano per saltata (o quasi impossibile da realizzare) “Quota 64”, una delle misure sulle quali puntava la Lega e, invece, c’è. Eccome. Ne è entusiasta Durigon che abbiamo raggiunto il telefono.

“Assolutamente, abbiamo previsto un fondo per la flessibilità in uscita da 850 milioni di euro per il 2027. È un primo passo importante per dare finalmente a tanti lavoratori la possibilità di scegliere se rimanere al lavoro oppure andare in pensione”.

Quindi Quota 64 ci sarà, ma la norma deve ancora essere definita?

“Esattamente. La cosa fondamentale è che ci sono le risorse. Abbiamo inserito nella legge di Bilancio un capitolo apposito, quello della flessibilità in uscita, con una dotazione di 850 milioni di euro per il 2027. Su questa base costruiremo la norma complessiva per consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni”.

Quanti lavoratori potrebbero beneficiarne?

“Parliamo di circa 60mila persone che potranno aderire alla misura e scegliere se andare in pensione. Vogliamo riconoscere finalmente ai lavoratori il diritto di decidere se continuare a lavorare oppure lasciare il mondo del lavoro. Una risposta concreta alle esigenze di chi ha lavorato per tanti anni”.

Dunque la Lega considera questo stanziamento un risultato politico?

“Assolutamente sì. Su questo capitolo costruiremo una riforma pensionistica adeguata alle aspettative dei lavoratori e alle esigenze del mercato del lavoro. L’obiettivo è garantire una maggiore flessibilità in uscita e soprattutto la libertà di scegliere quando andare in pensione. Da questi 850 milioni può nascere una vera mini riforma pensionistica”.

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