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Sala fa polemica con il ministro mentre i “balordi” devastano Milano

Sala fa polemica con il ministro mentre i “balordi” devastano Milano. Botta e risposta. Il sindaco attacca Piantedosi che replica: “Radical chic”. Majorino: “La destra criminalizza la protesta”

The Levi's and Under Amour stores on Via Orefici, near Cordusio, also in the Piazza Duomo area, were looted during the tensions in central Milan, where protesters continued to damage shop windows and stores, Milan, 18 October 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

E ora Beppe Sala fa una mezza retromarcia. Davanti alle immagini della guerriglia che si è scatenata ancora ieri, il sindaco fa marcia indrè, rendendosi conto di aver sbagliato completamente bersaglio. «La mia richiesta di maggiori forze di polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato». Molto diverso l’atteggiamento del sindaco, ieri mattina, quando attaccava il Governo: «Lo dico da sindaco: le forze dell’ordine potevano essere di più - ha spiegato ai microfoni di Rtl -. Faccio questa banale osservazione: ieri questi poveri poliziotti erano pochi. Poi questi manifestanti violenti, evidentemente esperti del mestiere, lo dico tra virgolette, un po’ lo sono». Parole che hanno scatenato l’immediata risposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti». «Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali» ha ribattuto Sala.

Le due anime del sindaco che ieri sono emerse in tutta la loro prepotenza, sono lo specchio della natura della sinistra: consiglieri regionali, comunali e di municipio si affannano a fare dei distinguo, delle precisazioni, con tutti i «se» e i «ma» del caso per sostenere le ragioni di chi da due giorni è in piazza a far danni e a devastare. «La destra sta tentando in tutti i modi di criminalizzare chi protesta usando l’inaccettabile violenza di pochi come un pretesto per mettere a tacere le voci di chi non ce la fa, di chi non vede un futuro e protesta per il diritto allo studio, alla casa, al lavoro» sentenzia Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale e componente della segreteria nazionale dem.

Attacca direttamente il governo Michele Albiani, presidente della Commissione consigliare Sicurezza (Pd): «Piantedosi dovrebbe spiegare come sia possibile che centinaia di persone incappucciate abbiano devastato il centro per ore». Attacca direttamente gli agenti mentre il candidato sindaco Lorenzo Pacini (Pd), assessore al muncipio 1 polemizza «In tutta Italia ci sono state manifestazioni molto importanti contro il carovita». Parole che scatenano la lite nella coalizione: «Un partito serio ne avrebbe già preteso le dimissioni da assessore del Municipio 1, una coalizione seria non gli permetterebbe di correre alle primarie» dichiara il consigliere comunale di Azione Daniele Nahum. Per il consigliere regionale del Pd Paolo Romano: «Le loro azioni sono da condannare, ma la maggior parte dei manifestanti era totalmente pacifica ed è stata comunque caricata in piazza mentre stava solo chiedendo diritti e futuro».

Per la candidata sindaca della Lega Silvia Sardone «Sala e il suo aspirante successore alimentano patetiche polemiche invece di concentrarsi esclusivamente sui delinquenti in piazza. Semmai è sempre più evidente il disprezzo che la sinistra ha delle divise». «Inaccettabile affermare che i duecento agenti ieri a Milano fossero insufficienti per gestire una semplice manifestazione di sinistra - osserva Riccardo Truppo, capogruppo Fdi in consiglio - , è un po’ come dare per scontato che queste realtà siano ingestibili e foriere di devastazione». Per Matteo Perego di Cremnago, sottosegretaraio alla difesa e candidtao sindcao di Fi «Sarebbe un grave errore limitarsi a condannare le frange violente della manifestazione senza interrogarsi su un fenomeno ben più preoccupante: giovanissimi, spesso anche minorenni, che sembrano cercare lo scontro con le istituzioni».