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Sala in tilt: pochi agenti. Piantedosi non ci sta, il sindaco fa dietrofront

La replica del ministro: “I soliti radical chic”. La Russa: “Senza parole”. E dopo il caos Beppe ritratta: “Condanna totale”

Quote non dichiarate, Sala in aula. Ci sarà, ma intanto attacca la stampa

E ora il sindaco di Milano Beppe Sala fa retromarcia. A fronte delle immagini delle guerriglia urbana che si è scatenata ancora ieri, una seconda puntata della devastazioni del centro di Milano, il sindaco fa marcia indrè, rendendosi conto di aver sbagliato completamente bersaglio. «Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. La mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato», la giravolta di ieri pomeriggio. Molto diverso l’atteggiamento del sindaco, sul filo della spocchia, ieri mattina quando invece di condannare in modo fermo le violenze e le devastazioni di sabato se la prendeva con il governo. «Lo dico da sindaco: le forze dell’ordine potevano essere di più - sosteneva in mattinata ai microfoni di Rtl -. Faccio questa banale osservazione: ieri questi poveri poliziotti erano pochi. Poi questi manifestanti violenti, evidentemente esperti del mestiere, lo dico tra virgolette, un po’ lo sono».

Parole che hanno scatenato l’immediata risposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti». «Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personali - la replica piccata del sindaco -. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre».

A fare quadrato attorno al sindaco Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione e componente della segreteria nazionale: «Le parole del ministro Piantedosi nei confronti del Sindaco Sala, accusato di non prendere le distanze dalle violenze, sono semplicemente folli. La destra sta tentando in tutti i modi di criminalizzare chi protesta». Si accoda Franco Gabrielli, ex capo della polizia ed ex consulente della Sicurezza del sindaco Sala (Più Uno): «Doveroso è aprirsi al confronto: quella difesa non può chiudere ogni dibattito sull’adeguatezza dei servizi messi in campo». «Piantedosi dovrebbe spiegare come sia possibile che centinaia di persone incappucciate abbiano devastato il centro di Milano per ore» rincara la dose Michele Albiani, presidente della commissione comunale Sicurezza. Indignate le reazioni del centrodestra a partire dal presidente del Senato Ignazio La Russa (FdI): «Lascia senza parole la valutazione del sindaco di Milano che cerca di attribuire la responsabilità a una asserita e inesistente carenza delle Forze di polizia». Roberto Jonghi Lavarini (Fn) lancia l’ultima provocazione della giornata: «Sia dato il permesso di sparare alle gambe dei criminali».

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