Milano è reduce da un fine settimana di guerriglia urbana, tra negozi assaltati, devastazioni e paura. Una piazza coccolata dalla sinistra e dai soliti noti, una conta dei danni da capogiro. Ma per Beppe Sala la risposta non può essere soltanto quella della repressione. Il sindaco del capoluogo lombardo torna sui disordini degli ultimi giorni e, pur condannando le violenze, invita a interrogarsi sulle ragioni del disagio giovanile. Una lettura che rischia di spostare l’attenzione dalle responsabilità di chi ha messo a ferro e fuoco la città.
“Non credo che questa situazione possa essere risolta solo con la repressione”, ha dichiarato il primo cittadino a margine della commemorazione dei Piccoli Martiri di Gorla. Sala ha raccontato di essere rimasto particolarmente colpito dalla paura dei lavoratori: “Nel fine settimana ho visto i negozi abbandonati. La cosa che mi ha impressionato è vedere la paura dei giovani commessi dei negozi che sono stati assaltati”.
Da qui, però, il ragionamento sul disagio: “È chiaro che dobbiamo metterli in condizione di non subire più queste violenze, ma al netto di ciò credo che tutto questo nasca da un malessere generalizzato dei giovani e che non possa essere risolto solo con la repressione”. Il sindaco ha precisato che “i reati vanno puniti, senza buonismi, senza indulgenza”, ma ha aggiunto che le istituzioni devono fare di più, a partire da un esame critico del proprio operato.
Secondo Sala, inoltre, sarebbe sbagliato circoscrivere il fenomeno alle periferie. “Credo che il tema sia molto più vasto e che riguardi tutte le grandi città dove ci sono grandi tensioni che si sfogano in questo modo. Basta vedere cosa sta succedendo a Parigi” la sua analisi. Poi l’invito anche a verificare la provenienza dei giovani coinvolti nei disordini, molti dei quali arrivati da fuori Milano.
Nel mirino del sindaco sono finiti poi i social network, accusati di alimentare il caos. “I social media oggi possono fare una chiamata alle armi in modo molto facile”, ha denunciato, riferendosi ai messaggi che nelle ultime ore hanno inneggiato alla violenza. Poi l’affondo contro i giganti del web: “Oggi ci sono quattro miliardari americani che fanno affari e il resto del mondo ci rimette. Questo non è tollerabile”.
Intanto, mentre cresce la preoccupazione per possibili nuovi disordini nella giornata di sabato, mercoledì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani saranno a Milano per il Comitato provinciale per la sicurezza. Sala parteciperà anche alla manifestazione per il dialogo convocata dal centrosinistra in piazza della Scala. Il sindaco ha chiesto di affrontare le cause profonde della violenza. Ma dopo le scene viste nelle strade milanesi, la priorità resta una: impedire che i teppisti tornino a devastare la città. Perché il disagio può essere analizzato e affrontato, ma non può diventare un alibi per chi assalta i negozi e semina il terrore.
