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Savini contro i “giornalisti servi”. E scoppia la polemica con Corriere e Repubblica

Il neo rieletto segretario della Lega rivendica di aver lasciato i giornalisti fuori dalla sala con i delegati: “Anche oggi stanno scrivendo cazzate”

Matteo Salvini during the Extraordinary Federal Congress of the Allianz MiCo League, North Italy - Sunday , October 25 , 2026 . News (Photo by D'Alberto/LaPresse)

“Ho chiesto io agli organizzatori di lasciare i giornalisti al piano di sotto”. Matteo Salvini rivela di non aver voluto che la stampa avesse accesso alla sala con i delegati “per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega”.

Salvini ha tuonato: “Anche oggi alcuni giornalisti servi stanno scrivendo cazzate”. E, poi, ha aggiunto: ” Ho letto che Repubblica e Corriere hanno già fatto le liste elettorali, con esclusi e inclusi. Tutte cazzate da prima Repubblica” di giornalisti “servi” che “sono qua solo per fare il male della Lega”. Poi, rivolgendosi ai militanti, ha detto: “Evitate di leggere quello che scrivono in questi giorni”. Parlando sempre di queste due testate, ha detto: “Nella loro homepage il congresso della Lega è in trentesima posizione, era un quotidiano una volta importante (frecciata indirizzata al Corsera) - e Repubblica, come quando mostra un vecchio logo del Carroccio e ironizza: “Girate a Repubblica il nuovo simbolo della Lega, così fanno l’ennesima figura di fango…”. Salvini non nutre alcun dubbio sul fatto che la stampa “non ci ha mai aiutato e non comincerà ad aiutarci adesso”. Il leader della Lega ha, infine, concluso: “Da 40 anni cercano di stroncare la Lega, chiunque gli dia spazio non aiuta. Non si aiuta la Lega con le interviste, i libri, la polemica o i post su Facebook”.

Il Cdr del Corriere della Sera, in una nota, ha espresso la sua vicinanza e solidarietà ai colleghi (del proprio giornale e di Repubblica) e ha dichiarato: “Siamo sconcertati dalle parole utilizzate da Salvini - che è anche vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti - che ha rivendicato di aver chiesto lui, da iscritto all’Ordine dei giornalisti, che ai colleghi accreditati a Milano fosse impedito l’accesso alla sala dei congressisti”. Il Cdr, poi, accusa Salvini di essersi rivolto “ancora una volta” ai giornalisti usando “espressioni gravemente ingiuriose”. Il Cdr del Corriere chiosa: “Vogliamo ricordare al ‘collega’ Salvini che e’ dovere dei giornalisti cercare di offrire ai propri lettori notizie anche non gradite ai potenti di turno. Se ne faccia una ragione e ritiri gli insulti”.

Anche il Cdr di Repubblica è intervenuto con un comunicato: “Matteo Salvini, che tuttora risulta iscritto all’Ordine dei Giornalisti, mostra per l’ennesima volta di non avere alcuna dimestichezza con i concetti di libertà e indipendenza della stampa. Forse confuso dall’aver avuto come unica esperienza lavorativa quella di giornalista di partito”. E ancora: “Tutto questo non interesserebbe a nessuno, se non ricoprisse il ruolo di vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Un rappresentante delle istituzioni, dunque, purtroppo a corto di cultura democratica. Una ragione in più - conclude il cdr di Repubblica - per continuare a fare il nostro lavoro, di racconto e di denuncia”.

Durissima la replica del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli: “Per Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione sovietica”. Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, invece, invita Salvini a restituire la tessera: “Visto che detesta a tal punto i giornalisti e la stessa libertà di stampa, ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l’iscrizione ad un ordine di servi”. Anche l’Associazione Stampa Romana prende posizione: “L’attacco gravissimo e insistito di Matteo Salvini dal palco del congresso della Lega ai giornalisti di Corriere della Sera e Repubblica e a tutti i colleghi dimostra ancora una volta l’insofferenza del vicepresidente del Consiglio per l’informazione e le notizie che non gli piacciono”. L’Asr esprime, dunque, la sua solidarietà “ai cronisti insultati ed esclusi dalla sala in cui si è svolto il congresso per una decisione rivendicata dallo stesso Salvini. Una scelta che si commenta da sola”.

Anche la deputata Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia viva, critica Salvini: ‘’Un vicepresidente del Consiglio che si vanta di aver escluso dei giornalisti dal congresso del proprio partito e li definisce ‘servi’ dimostra una preoccupante insofferenza verso la libertà di stampa. Salvini può scegliere chi invitare alle feste della Lega, non chi ha il diritto di informare i cittadini’’. Boschi, poi, chiosa: ‘’In attesa che il rieletto segretario della Lega chieda scusa per le sue parole, esprimo piena solidarietà ai giornalisti che stavano semplicemente cercando di fare il proprio lavoro’.

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