Le violenze che hanno devastato Milano diventano terreno di scontro politico. Dopo gli incidenti di ieri, con gli agenti aggrediti e ingenti danni alla città, una parte della sinistra sposta l’attenzione dalla condanna dei violenti alla gestione dell’ordine pubblico. A innescare la polemica sono le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che punta il dito contro il numero di poliziotti schierati in piazza Duomo. Una posizione che provoca la dura reazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein accusa il governo di sfruttare gli scontri per oscurare le ragioni delle proteste.
L’attacco di Sala e la replica di Piantedosi
A sollevare il caso è il primo cittadino milanese, che ai microfoni di Rtl parla di una situazione sottovalutata dalle autorità. “Soprattutto in piazza Duomo c’era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti”, sostiene Sala, aggiungendo di aver avuto l’impressione che le forze a disposizione della Questura non fossero adeguate a fronteggiare la situazione. Il sindaco precisa di non voler attaccare il questore, con il quale collabora quotidianamente, ma insiste sulla necessità di una riflessione sulla gestione della sicurezza. Parla inoltre di danni “molto ingenti” e di una “preoccupazione altissima” per l’emergere di forme di protesta difficili da decifrare.
Parole che non passano inosservate al Viminale. Piantedosi accusa Sala di cercare responsabilità tra le forze dell’ordine anziché tra chi ha scatenato le violenze. “È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo”, scrive il ministro sui social.
Il titolare del Viminale ricorda come la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia invitato tutte le forze politiche a condannare le aggressioni e a esprimere solidarietà agli agenti. Un appello al quale, secondo Piantedosi, il sindaco avrebbe risposto spostando il bersaglio delle critiche. “La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le Forze dell’ordine”, attacca.
Il ministro chiarisce che l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata dopo gli eventi, anche per migliorare la capacità di prevenzione. Ma avverte: “Una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette”.
Ancora più netta la difesa degli agenti impegnati negli scontri. “La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile”, sottolinea Piantedosi, rivendicando l’operato delle forze dell’ordine che, a suo giudizio, hanno evitato conseguenze peggiori.
Il ministro ricorda inoltre che gli agenti sono tenuti a rispettare precise regole di ingaggio e a utilizzare la forza soltanto quando strettamente necessario. Dall’altra parte, denuncia, ci sono “delinquenti buoni a nulla e pronti a tutto” che cercano lo scontro e poi si lamentano davanti alle telecamere quando interviene la polizia.
Schlein attacca il governo: “Usa i violenti per coprire le proteste”
Ad alimentare la polemica interviene anche Elly Schlein. Dal palco dell’assemblea nazionale del Pd, alla Nuvola di Roma, la segretaria dem sceglie di concentrare il proprio intervento sulle ragioni delle manifestazioni, accusando il governo e il servizio pubblico di non dare sufficiente spazio a chi protesta contro il caro vita.
“Questa è una trasmissione che su TeleMeloni non vedrete di certo, perché stanno censurando le proteste di un Sud che si sta bloccando, di studenti che non riescono più a pagare un affitto”, afferma Schlein.
La leader democratica prende le distanze dagli autori degli scontri, precisando che le persone intervenute sul palco non hanno nulla a che vedere con “i violenti e con i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco città e ferito le forze dell’ordine”. Rivendica inoltre di aver sempre condannato ogni forma di violenza, indipendentemente dalla sua provenienza.
Subito dopo, però, torna ad attaccare l’esecutivo: “È inaccettabile che si usino i violenti per coprire la voce di migliaia e migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia per il carovita, per il caro affitti, per il caro carburanti, perché non riescono più a vivere”.
Due interventi diversi, quelli di Sala e Schlein, che finiscono per spostare il confronto politico dalle aggressioni agli agenti alle presunte responsabilità nella gestione della sicurezza e nella comunicazione delle proteste. Da una parte il sindaco mette in discussione il dispositivo di ordine pubblico, dall’altra la segretaria dem accusa il governo di oscurare il disagio sociale. Piantedosi respinge questa impostazione e ribadisce il punto politico del Viminale: la responsabilità delle devastazioni e delle aggressioni resta di chi ha scelto la violenza, non degli uomini e delle donne in divisa chiamati a contenerla.
