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“Una minoranza antidemocratica”. La Consulta degli studenti prende le distanze dai violenti delle piazze

Le immagini delle piazze di ieri hanno colpito gli stessi studenti che credono in soluzioni diverse rispetto alle violenze per risolvere i problemi

L’onda lunga delle proteste degli studenti prosegue e mentre da un lato i collettivi che ieri sono scesi in piazza rivendicano le violenze e annunciano nuove manifestazioni, dall’altra gli studenti delle consulte si dissociano. “In questi giorni, alcune città italiane sono teatro di varie proteste di gruppi, che rappresentano una minoranza di studenti, che criticano le politiche del Governo, sotto lo slogan No Meloni Day. Molte scuole superiori di secondo grado sono state occupate e devastate, causando ingenti danni e facendo perdere diversi giorni di scuola agli studenti. L’episodio simbolo, però, è avvenuto a Roma: un corteo ha stazionato dinanzi al Ministero dell’Istruzione e del Merito, lanciando bombe carta, fumogeni ed altri oggetti contundenti, ferendo 18 poliziotti e carabinieri. I manifestanti hanno scandito insulti e minacce contro il Ministro e altri esponenti politici e istituzionali”, si legge in una nota di Alessandro Di Micco, portavoce nazionale Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte Studentesche.

“Senza entrare nel merito dei motivi che hanno sollevato queste proteste, è giusto contestare il metodo con cui si sono svolte. Provare a far valere le proprie idee devastando intere scuole, minacciando esponenti di Governo e intimidendo tutti coloro che hanno deciso di non aderire alla protesta non è mai la strada giusta da intraprendere. Le piazze non sono fatte per essere deturpate, ma per essere un crocevia di idee da trasmettere ai rappresentanti degli studenti che, adempiendo ai loro doveri, saranno i primi a portare le istanze presentate nei tavoli in maniera collegiale e costruttiva. Forti del consenso e del mandato conferitoci, rappresentiamo quegli studenti liberi che non accettano di essere fatti passare come i violenti che imbrattano, distruggono e arrecano danni a tutta la comunità scolastica. La nostra voce non può essere silenziata”, conclude la nota.

Una posizione condivisa dal Coordinamento regionale delle Consulte provinciali degli studenti del Veneto, in una nota diramata dal presidente provinciale Alessandro Gianesini, che ha espresso “preoccupazione per il rischio di un’escalation di violenza”, sostenendo “ogni richiesta e ogni manifestazione portata avanti in modo pacifico” e prendendo “con forza le distanze da qualsiasi forma di violenza, che danneggia prima di tutto le ragioni di chi scende in piazza”. Ma nel frattempo sono in programma nuove proteste e dopo le tensioni di ieri, anche oggi in mattinata a Bologna sono in corso manifestazioni con cortei di studenti che non sono andati a scuola, bloccando gli ingressi di alcuni istituti superiori. I cortei hanno fermato il traffico e un gruppo di giovani ha invaso piazza Aldrovandi, in centro storico, utilizzando le transenne presenti per bloccare l’ingresso delle auto.

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