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Letteratura

A Catania la geopolitica è un “Mare liberum”

Giunto alla X edizione, Mare liberum porta a Catania una trentina di relatori di spicco coinvolti in diversi panel tematici

Un giubbotto antiproiettile ai ragazzi de "Gli occhi della guerra"

La diplomazia è morta? O semplicemente è in terapia intensiva? Il Festival internazionale di geopolitica Mare liberum, atteso al Palazzo della cultura di Catania fino a domani 8 ottobre e organizzato dall’Associazione Diplomatici, prova a dare una risposta. Soprattutto affronta i temi cruciali della politica internazionale attraverso la lente della diplomazia, un’arte fatta di razionalità, pragmatismo e, ebbene sì, etica. Senza arrivare alle parole del giovane George Washington, futuro primo presidente degli Stati Uniti («Tieni viva nel tuo petto quella piccola scintilla di fuoco celeste che si chiama coscienza»), è comunque opportuno chiedersi perché si sia passati dall’ironia di un Kissinger che chiedeva «chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?» a «il mio bottone è più grande del tuo» rivolto da Trump tramite il social X al dittatore coreano Kim Jong-un. Il bottone, va da sé, è quello nucleare. Giunto alla X edizione, Mare liberum porta a Catania una trentina di relatori di spicco coinvolti in diversi panel tematici, tra cui Chiara Colosimo, presidente della Commissione nazionale antimafia, il presidente del Tribunale per i minori di Catania Roberto Dibella, i politici Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti, il giornalista e inviato di guerra Fausto Biloslavo, gli opinionisti Federico Rampini, Gianni Riotta. Tra i temi affrontati, le elezioni midterm in Usa, l’Italia tra Europa e Mediterraneo, democrazia e Intelligenza artificiale. Ieri a fine giornata, evento speciale con Francesco De Gregori in concerto. Ad Associazione diplomatici, ong con status consultivo speciale presso le Nazioni unite, si deve un progetto educativo su iniziativa di Claudio Corbino, intitolato «Change The World»: ogni anno oltre 10mila ragazzi di 150 Paesi del mondo vengono condotti nei grandi organismi internazionali come Onu, Ocse e Fao, per simulare attività diplomatica, imparando il valore del dialogo, della mediazione e del rispetto reciproco, incontrando personaggi come Bill Clinton, Liliana Segre e i Ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. Tra i testimonial di questo progetto la giornalista Myrta Merlino e l’ex calciatore Marco Tardelli.