Il fatto che non siano mia stati letti, non significa di per sé che non siamo mai stati scritti. Sono gli «pseudobiblia»: libri inventati, inesistenti o semplicemente surreali ma ecco il «ma» che fa la differenza - citati dentro a opere letterarie reali. Come il secondo libro della Poetica di Aristotele dedicato alla Commedia attorno a cui ruotano i delitti del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco (il quale adorava gli «pseudobiblia» e le biblioteche immaginarie); o come i romanzi di Ukko Ahti, autore - fittizio e finlandese - i cui romanzi interrotti punteggiano Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino... Domanda: e se i libri «potenziali» fossero migliori dei libi reali?
Comunque. Temporibus illis, nel 2003, due bibliofili impenitenti, Paolo Albani e Paolo della Bella, curarono un meraviglioso volume dal titolo Mirabiblia (Zanichelli), ossia, come da sottotitolo, un «Catalogo ragionato di libri introvabili» che raccoglie 519 schede di libri che non esistono se non nella finzione letteraria: a volte appena accennati altre descritti con più precisione nelle loro opere da autori come Cervantes, Borges, Stanislav Lem, Queneau, Campanile, Cendrars... Un divertissement, certo: ma coltissimo.
Bene, ora quella fanta-bibliografia prende corpo (e «volume», con tanto di pagine e copertina) nella mostra Mirabiblia. Una mostra nel labirinto di libri mai scritti aperta alla Biblioteca cantonale di Bellinzona (fino al 30 ottobre) a cura degli stessi Albani e Della Bella assieme a Paola Piffaretti: in un serpentone di teche, pannelli e vetrine sono esposti cinquanta selezionatissimi libri immaginari - noi scegliamo il romanzo Successo di Sebastian Knight, di cui parla Nabokov; l’Atlante delle andature di Ira Epstein contenuto in un altro Atlante - occidentale - di Daniele Del Giudice; e quella strana storia degli avvenimenti soprannaturali redatta dallo parapsicologo Osgood Mulford Twelge della Columbia University, noto però solo a Woody Allen... - che adesso, per una volta, diventano oggetti concreti: veri volumi tridimensionali, dotati di copertina con grafica ad hoc (deve essere stato un lavoro divertente) e corredati da una scheda con sinossi e indicazioni tipografiche... Una sfida apparentemente impossibile. Ma vinta. I libri inesistenti restano tali, nelle loro pagine bianche; ma chi è abituato a leggiucchiare solo titolo e quarta di copertina non se ne accorgerà neanche...
