Spionaggio, intrighi internazionali e terre rare. Il bevitore di tè edito da Baldini+Castoldi e scritto da Michele Fioroni appassiona il pubblico. Ambientato in Marocco, si intreccia anche in Russia e Andalusia con Richard Parnasi che tratta accordi geopolitici top secret, a Siviglia a incrocia uomini pericolosi e nel deserto a bordo di un vecchio Land Rover Defender. «Il libro ruota attorno alla nuova tecnologia che rende molto più sostenibile ed economica l’estrazione delle terre rare - ci spiega Fioroni -. Alimentano anche i data center, quindi l’intelligenza artificiale, ma anche sistemi missilistici e radar».
Cosa può significare avere il controllo sulle terre rare?
«Da un punto di vista geopolitico, il controllo sulle terre rare significa il controllo sulle filiere di produzione delle nuove tecnologie legate alla difesa militare ma anche all’intelligenza artificiale. Qualcuno le ha definite come il petrolio del 21esimo secolo, infrastruttura critica per numerosi ambiti di utilizzo».
Chi è il protagonista?
«Richard Parnasi, un lobbista italiano a cui il governo italiano dà l’incarico di negoziare con il governo marocchino un test sul sito estrattivo di questa tecnologia. In realtà, poi, oltre ai personaggi sopra menzionati c’è anche la presenza di una donna molto enigmatica, anch’essa di origine russa».
Quando parla di nuova tecnologia, a cosa si riferisce?
«È una tecnologia estrattiva che, nella finzione del libro, rende sfruttabili quei giacimenti che, altrimenti, sarebbe impossibile utilizzare. La criticità delle terre rare è la difficoltà di estrazione. Nel libro si parte dal presupposto che rende l’estrazione molto più economica e soprattutto con impatto ambientale molto più basso».
Cosa lascia questo libro?
«La consapevolezza che c’è una guerra che non si combatte con gli eserciti, ma è nel sottosuolo. E poi che non sempre tutto quello che vediamo è come sembra, c’è una seconda verità sempre nascosta. Il lettore si appassiona a tante storie in una sola storia senza, però, che questo faccia perdere il ritmo».
