Alla fine la gara infinita in Malesia ha avuto un finale potrebbe rivelarsi decisivo per il primo mondiale di Kimi Antonelli. Dopo che la partenza viene rimandata più volte dopo un temporale, Max Verstappen riesce a portarsi in testa e tornare alla vittoria dopo 300 giorni. L’olandese raggiunge Michael Schumacher nella classifica delle vittorie in Formula 1, ponendo fine al secondo digiuno più lungo in carriera. Alle sue spalle Kimi Antonelli approfitta del problema alla power unit che, a pochi giri dalla bandiera a scacchi, costringe al ritiro il compagno di squadra George Russell.
La domenica delle Ferrari inizia con un problema al software durante il nubifragio per poi complicarsi quando la scelta di montare le slick si rivela disastrosa. Hamilton e Leclerc, però, riescono a portare a termine una rimonta memorabile, chiudendo in terza e quarta posizione. A sorridere, però, è il giovane pilota bolognese, che porta il suo vantaggio nei confronti del compagno di squadra ad 84 punti. Il matchpoint potrebbe arrivare già domenica prossima, quando il circus della Formula 1 si trasferirà a Singapore.

Diluvio su Sepang, caos alla partenza
Durante l’avvicinamento alla gara il capriccioso meteo malese decide di dire la sua, aprendo le cataratte per rovesciare un vero e proprio nubifragio sul tracciato di Sepang. La pioggia diventa sempre più intensa ma ci vuole qualche minuto perché si accumuli in diverse curve nonostante l’alta temperatura dell’asfalto che favorisce l’evaporazione. Mentre le varie squadre montano in fretta e furia le gomme da bagnato, la direzione gara annuncia che la partenza sarà rimandata: niente orario, si aspetta che questo diluvio universale si attenui abbastanza da consentire la partenza in sicurezza. L’ultima volta che si è corso sul bagnato, a Spa nel 2025, Piastri era riuscito a battere Norris e Charles Leclerc: vedremo se le cose andranno così anche oggi. Mentre il gran pubblico presente sulle tribune resiste eroicamente al rovescio, la temperatura dell’asfalto precipita da 41 a 34 gradi, aumentando il rischio di aquaplaning. La ricognizione della medical car conferma come la visibilità sia insufficiente ed il tracciato sia in gran parte inondato d’acqua: la direzione gara non può nemmeno fare previsioni sull’orario di partenza.
Dopo una ventina di minuti d’attesa, la pioggia sembra dare un po’ di tregua ma in curva 14 c’è ancora tanta acqua in pista, rendendo la scelta delle gomme una vera e propria lotteria. I marshal provano a fare buon viso a cattivo gioco, alternando il lavoro per ripulire le pozzanghere a balletti improvvisati per tenere alto il morale del pubblico. Alla fine il giro di formazione prende il via alle 9.40 italiane ma le vetture che montano le intermedie alzano molta acqua, specialmente in curva 4: se Hadjar va lungo, la Racing Bulls di Lawson si ferma in pista mentre Hamilton e Leclerc hanno problemi seri alle loro monoposto. L’inglese della Ferrari si ferma in rettilineo per un problema al software ma la situazione è tragicomica, con tante auto ferme in pista, specialmente quelle con power unit Ferrari. Se i problemi all’acceleratore di Verstappen si sono risolti, Hamilton è stato costretto a spegnere e riaccendere la sua SF-26. Alla fine la direzione gara decide di annullare la procedura di partenza e riportare le monoposto nella pit lane per aspettare che la pista si asciughi, recuperando un po’ di grip.

Software in tilt, disastro Ferrari
Con le vetture ferme ai box, si diffondono interpretazioni contrastanti sull’ordine che sarà usato per la nuova partenza: visto che lo stop è arrivato nel giro di allineamento, la Fia annuncia che sarà usata la griglia uscita dalle qualifiche nonostante il regolamento sembri indicare l’ordine nel quale le auto sono rientrate nella pit lane dietro alla safety car. Grosso respiro di sollievo al box Ferrari, visto che sia Hamilton che Leclerc si erano fermati, finendo praticamente in fondo al gruppo. A mandare in tilt le tante vetture ferme in pista sarebbe stata la velocità troppo bassa che avrebbe costretto la batteria a usare troppa energia per far ripartire il turbo, rimanendo poi a secco quando i piloti premono a fondo l’acceleratore. Mentre la pista si sta rapidamente asciugando dopo la fine del temporale, le squadre sono costrette a spostare le varie vetture nella pit lane per ricomporre la griglia originale, una situazione davvero inconsueta nella lunga storia della Formula 1. Visto il rischio che una situazione del genere si ripeta in gara, la Fia decide di cambiare i parametri delle power unit, costringendo le squadre ad aggiornare il software prima di partire.
Quando finalmente si riparte, Hamilton e diversi altri piloti montano le slick ma non ci vuole molto prima di capire che la pista è ancora bagnata. Alcune vetture vanno lungo, tanto da convincere la direzione gara a tenere la safety car in pista: se Verstappen e Antonelli hanno le intermedie, la Ferrari rischia con le gomme da asciutto. Quando finalmente si inizia a correre, partenza a razzo per le Mercedes che approfittano del pattinamento della Red Bull e delle Ferrari che pagano carissimo la scelta, precipitando in classifica. Leclerc è costretto a tornare ai box mentre Hamilton e Norris perdono 30 secondi in un paio di giri, rovinando del tutto la loro gara. L’inglese della Ferrari decide di rimanere in pista con le gomme da asciutto anche se sta perdendo tantissimo: l’alta umidità sta impedendo alla pista di asciugarsi, rovinando la strategia delle Rosse. Al giro 6 Verstappen riesce ad approfittare di un errore di Russell per prendersi la seconda posizione e lanciarsi all’inseguimento del leader Antonelli. Nonostante si sia fermato per montare le intermedie, Leclerc è talmente più veloce da superare il compagno di squadra in pochi giri.

Verstappen vola, rimonta Hamilton
Alla fine la pista si asciuga ma la situazione è ancora molto confusa: Antonelli va largo ma si difende comunque dall’attacco di Verstappen mentre l’ingresso della safety car per il lungo di Bottas consente al duo di testa di montare le slick. Alla fine quasi tutti i piloti che montano le intermedie decidono di fare il primo pit-stop tra il giro 9 e 10, annullando il minuto di ritardo accumulato da Norris e dalle Ferrari. Leclerc rientra per la seconda volta mentre Hamilton rimane in pista, faticando un po’ per accodarsi alla safety car. Alla ripartenza succede un po’ di tutto: Verstappen si affianca a lungo ad Antonelli, che nel difendersi dall’attacco apre la porta all’affondo di Russell, che gli prende la seconda piazza. Se il trio di testa rimane compatto, Hamilton e Norris riescono a risalire la classifica di diverse posizioni, perdendo comunque parecchi secondi per il traffico. Con la pista ormai completamente asciutta, l’overtake facilita la rimonta delle Ferrari: Hamilton infila un sorpasso dietro l’altro, riportandosi sotto alla McLaren di Piastri.
Anche se è l’unico a non essersi mai fermato, l’inglese della Ferrari ne ha più di tutti. Antonelli ha aspettato il momento giusto e si riprende la seconda posizione da Russell poco prima del giro di boa di questo infinito Gp del Bahrain in trasferta. Se Verstappen continua ad allungare sulle Mercedes, Leclerc rientra ai box per un possibile undercut su Piastri e Lawson mentre il compagno di squadra si avvicina sempre più al quarto posto di Hadjar. I due rientrano contemporaneamente ai box al giro 32 mentre Charles Leclerc fa segnare il giro veloce, risalendo ancora la classifica. Il primo del trio di testa a cambiare le gomme è Russell, seguito il giro successivo da Verstappen ed Antonelli ma l’attenzione è concentrata sul duello tra Hadjar e Hamilton, che si sfidano a colpi di giri veloci. Il sette volte campione del mondo è l’unico con le medie usate ma queste coperture non lo convincono per niente.

Russell out, finale col brivido
L’attacco del ferrarista arriva al giro 43 ma il francese riesce a difendere la quarta posizione fino a quando la rottura del cambio della Williams di Albon fa attivare la virtual safety car. Verstappen e le Ferrari rientrano subito mentre le Mercedes rimangono in pista un paio di giri in più: quando entra la safety car a compattare il gruppo, Leclerc approfitta del pit-stop ritardato delle McLaren per salire in sesta posizione. Ci vogliono parecchi giri per rimuovere dalla pista la monoposto di Albon ma l’attesa è disastrosa sia per Russell che per Norris: se il campione del mondo in carica va nella ghiaia per evitare di tamponare il compagno di squadra, il pilota Mercedes è tradito dalla power unit, che lo lascia a piedi in fondo al rettilineo della partenza. Visto che la vettura è in posizione pericolosa, la safety car rimane in pista ancora per qualche giro, limitando l’ultimo stint di gara a soli quattro giri.
Verstappen è perfetto nella ripartenza mentre Antonelli si preoccupa principalmente di difendersi dall’attacco di Hadjar, che ha Hamilton negli scarichi. Il sette volte campione del mondo riesce a prendersi la terza posizione a tre giri dalla bandiera a scacchi con le posizioni di testa che sembrano consolidarsi nel finale. Leclerc approfitta di un momento difficile di Hadjar per risalire in quarta posizione e trasformare un fine settimana disastroso per le Rosse in una rimonta davvero memorabile. Alla fine Verstappen torna alla vittoria dopo quasi un anno davanti ad Antonelli e Hamilton, in una gara che potrebbe rivelarsi decisiva per il mondiale 2026. Il secondo posto consente al bolognese di portare ad 84 punti il vantaggio nei confronti di Russell: se le cose dovessero andare per il meglio il prossimo weekend a Singapore, il vantaggio di Kimi potrebbe essere incolmabile.
