Non era il saluto che una pista storica come Phillip Island si meritava. La cancellazione del Gp d’Australia, causata dalla scarsa visibilità che ha impedito l’operatività dell’elicottero medico, ha lasciato piloti e pubblico insoddisfatti. La pista resta tra le più amate del calendario, perché vera, che non perdona gli errori e capace di regalare adrenalina allo stato puro. Dal prossimo anno il circuito di Adelaide inaugurerà una nuova era, intanto però il circus della MotoGP lascia l’Australia profondamente segnato da questa tappa. Marc Marquez e Ducati escono comunque vittoriosi. Il tracciato veloce e scorrevole di Phillip Island avrebbe dovuto favorire l’Aprilia, proprio come accaduto nella precedente tappa di Mandalika. Invece lo spagnolo sabato ha sfruttato le condizioni meteorologiche per conquistare la pole e vinto la Sprint issandosi in vetta al Campionato (10 punti davanti all’infortunato Martin).
La cancellazione del gp in qualche modo lo ha penalizzato perché avrebbe potuto costruire un vantaggio più consistente in classifica, ma allo stesso tempo si è risparmiato le insidie di una pista in cui se cadi è facile uscirne con le ossa rotta. Lo sa bene Martin, grande sconfitto di questo fine settimana. Per Aprilia è stato un altro fine settimana senza risultati concreti, nonostante una moto che si è dimostrata la più veloce in pista. L’aggressività dello spagnolo nel duello con il ducatista si era rivelata controproducente all’ottavo giro della Sprint, quando la sua corsa è finita nella ghiaia (frattura composta del radio). Fortunatamente i nuovi accertamenti effettuati a Melbourne hanno escluso altre fratture, tanto che Martin non sarà operato. Sono iniziati così i trattamenti per provare a essere in pista a Sepang, in Malesia, nel prossimo weekend in programma da venerdì 30 ottobre. «Dispiace tanto perché la storia di Martin con Aprilia non merita di concludersi con un infortunio», ha commentato Rivola, ad di Aprilia Racing.
