Gli uomini sono ancora superiori alle macchine. In uno dei gran premi più lunghi di sempre, abbiamo assistito ancora una volta alla rivincita dell’uomo sui software che, andati in tilt dopo la prima falsa partenza del Gran premio del Bahrain corso in Malesia, hanno provocato un ritardo infinito prima della seconda partenza arrivata 1 ora e 33 minuti dopo l’orario previsto. Certo, pioveva come ormai capita solo da quelle parti, ma non è stato il massimo per lo sport più veloce e tecnologico del mondo, vedere più di una monoposto in panne in mezzo alla pista con i piloti costretti a spegnere e riaccendere la vettura come facciamo quando ci va in tilt il computer.
Risolto il bug, hanno preso il sopravvento gli uomini. E non è un caso se a mettersi in luce oltre a baby Kimi, il vero predestinato, sempre più in fuga nel Mondiale, sono stati Verstappen, Hamilton e Alonso.
Sono stati loro a dare spettacolo dopo il blackout, la pioggia e la grande confusione della direzione di gara e dei commissari che a fine gran premio ci hanno messo più di 20 minuti a spostare la Williams di Albon ferma a due metri da un cancello di fuga. Dobbiamo ringraziare Max, Kimi, Lewis e Fernando per lo show. Verstappen è tornato a vincere 301 giorni dopo l’ultima volta regalando alla Formula 1 un momento storico: si tratta infatti della prima vittoria di un motore Red Bull (con l’aiuto Ford). Max ha dominato per tutto il weekend e la bella gara di Hadjar (giri finali a parte) conferma i progressi del team di Mekies.
Antonelli dopo esser scattato davanti a tutti ha dovuto arrendersi a Max, limitandosi a tenere dietro Russell che proprio durante la seconda Safety è stato tradito dal motore Mercedes, un ko che ha permesso a Kimi di portare a 84 i suoi punti di vantaggio. A sei gare dalla fine è quasi fatta. Sta per partire il conto alla rovescia: quando diventerà campione? Magari in Brasile, a casa Senna.
Hamilton ha salvato il weekend della Ferrari che dopo l’errore al via (montate gomme da asciutto mentre tutti i top team, tranne le McLaren, erano sulle intermedie), rischiava l’ennesima figuraccia in mondovisione. Invece Lewis è risalito dal 17° posto al podio, trascinandosi dietro anche Leclerc, coinvolto in un incidente con Hulkenberg al via. Ma nella sincerità di Charles leggiamo una critica su cui riflettere: «Ci sono team che in certe condizioni fanno regolarmente scelte migliori delle nostre». Converrebbe chiedersi il perché. Intanto domenica tutti di nuovo in pista a Singapore.
