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Musica

Così Mina fa rinascere le canzoni di altri

Nel suo nuovo disco reinventa anche i Beatles Leali e Pino Daniele. Ma non chiamatele “cover”

Mina, la tigre di Cremona che ha fatto sognare gli over 60

Capita soltanto a lei. Soltanto se sei Mina e hai già pubblicato oltre settanta dischi di inediti con ben 1427 brani puoi ritrovarti con brani mai pubblicati prima. Sono le Dilettevoli inedite eccedenze accumulate in decenni di registrazioni frenetiche e ora raccolte nel nuovo disco. E, attenzione, non sono «scarti» tipo quelli che ogni tanto qualcuno butta sul mercato tanto per riempire un vuoto creativo. Le dilettevoli eccedenze sono dieci brani che fanno un signor disco cantato da una signora cantante tuttora impareggiabile anche a 86 anni compiuti. «Probabilmente è la più grande cantante bianca in circolazione» dice Massimiliano Pani Mazzini (dall’anno scorso ha aggiunto al proprio anche il cognome della madre) mentre in una sala della Triennale di Milano fa ascoltare qualche nuovo brano nel religioso silenzio dei grandi eventi. Il suono dell’impianto è sofisticato e il merito è anche degli arrangiamenti e della resa strumentale di un disco che sembra arrivare da una dimensione parallela a quella cui lo streaming ci ha abituato (oppure obbligato, chissà). Canzone triste è paradossalmente una gioia, Mina l’ha incisa nel 1974 ed è rimasta nel cassetto finora. Yes I know my way è un pezzo di Pino Daniele del 1981 che qui ha una forza nostalgica e persino sorprendente, praticamente come fosse nuovo. La mia serenata ha vinto un Disco per l’Estate del 1967 quando l’ha cantata Jimmy Fontana ma con la voce di Mina vince uno dei premi qualità di questo disco. E se il brano Settembre era già uscito nella versione deluxe del disco Mina Fossati del 2019, ormai è finito fuori catalogo e quindi è formalmente non presente sul mercato. Ma più di tutti sorprende la scelta di Eleonor Rigby che chiude il disco con la firma nobile di Paul McCartney (anche se John Lennon e Ringo Starr hanno rivendicato di averci contribuito) ma con tutto lo spirito scherzoso di Mina che riveste i Beatles dei tempi di Revolver con leggerezza e ironia.

Insomma, un disco d’ascolto e di piacere.

«Lei è più musicista che cantante e di fare questo non si è mai stancata e continua a cantare benissimo» conferma Massimiliano Pani Mazzini che esclude l’idea di un ritiro: «Quando lei ha capito prima degli altri che la televisione stava cambiando ha detto: Bene, faccio altro, ma adesso no». Mina resta. Mina continua. E per un’artista che ha trasformato l’assenza in presenza, continuare massicciamente a esserci anche nel mondo volatile dello streaming è un piccolo grande primato. Ci sono ragazze di vent’anni che vogliono vestirsi come Mina, ha raccontato suo figlio, anche se magari non ricordano un suo brano. Potenza dell’immagine. «Mina ascolta musica anche per puro piacere personale, anche se oggi gli artisti di talento come Esperanza Spalding o Cory Henry devi andarteli a cercare perché ciò che arriva al pubblico è in qualche modo filtrato e confezionato», spiega lui. Il riferimento è chiaro: «Gli algoritmi suggeriscono che cosa ascoltare, bisognerebbe capire fino a che punto propongano davvero ciò che piace alle persone e fino a che punto, invece, orientino le scelte». È il tema dei temi, in questa fase.

Comunque Dilettevoli inedite eccedenze uscirà il 9 ottobre ed è il terzo anello di una collana di pubblicazioni nate dal bisogno di fare ordine nell’archivio. Dopotutto, come spiega suo figlio, Mina da decenni registra canzoni in continuazione e quindi chissà quante sono ancora chiuse nei cassetti. In ciascuna di queste ci sarà senza dubbio una voce che non invecchia, che è ancora agile anche quando sale in alto e copre qualche impercettibile rottura nei bassi. In queste dilettevoli eccedenze Mina, che registra per precisa volontà le parti vocali soltanto una volta, è impressionante per modernità in brani come Vento di passione (originariamente di Pino Daniele con Giorgia nel 2007) che diventano palcoscenico di una voce cristallina che da sola, come sempre, vale il prezzo del biglietto. Ogni tanto capita ancora.