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Nazionale

Askatasuna riparte dall’università: occupato il Campus Einaudi di Torino

Circa 200 studenti hanno occupato la palazzina di Giurisprudenza. Un’iniziativa promossa nel giorno in cui la Procura generale di Torino chiede 47 anni di carcere per 18 militanti dell’ex centro sociale

Askatasuna

Askatasuna è tornata. Ed è tornata con l’occupazione del Campus Luigi Einaudi di Torino. Prima l’adesione alle piazze che stavano per sconvolgere l’Italia, lanciate da Youssef Siher, ideatore del Movimento 17 Ottobre, ora la presa di possesso degli spazi universitari, dopo l’assemblea che ieri sera ha portato circa duecento studenti a occupare la palazzina di Giurisprudenza.

Un’iniziativa promossa dai collettivi studenteschi, tra cui il Collettivo universitario autonomo (Cua), che arriva proprio nel giorno in cui la Procura generale di Torino ha chiesto complessivamente 47 anni di carcere per 18 militanti dell’ex centro sociale.

I procuratori generali Giancarlo Avenati Bassi e Manuela Pedrotta hanno chiesto alla Corte d’appello di riconoscere il reato di associazione per delinquere, escluso nella sentenza di primo grado. L’ipotesi accusatoria riguarda sedici imputati, mentre altri due rispondono di reati minori. Le richieste di condanna vanno da uno a cinque anni di reclusione: cinque anni per Giorgio Rossetto, tre anni per Andrea Bonadonna e Dana Lauriola, due anni e otto mesi per Donato Laviola e un anno e due mesi per Sara Munari.

Secondo la ricostruzione della Procura generale, all’interno di Askatasuna avrebbe operato una struttura organizzata, con leader”, una “catena di comando” e una precisa suddivisione dei ruoli, dedita anche alla pianificazione di azioni violente contro i cantieri della Tav in Valle di Susa. Una frangia che, sempre secondo l’accusa, avrebbe utilizzato le attività lecite del centro sociale come copertura per quelle illecite. Intanto, a Torino, la mobilitazione si sposta dalle strade alle università. Gli occupanti del Campus Einaudi hanno annunciato il blocco delle lezioni e nuove assemblee, rilanciando le proteste contro il Governo, il carovita e il riarmo.

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