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Nazionale

“Autorizzare l’uso dei proiettili di gomma”. Gli agenti chiedono di cambiare le regole di ingaggio

Ottimo il lavoro di prevenzione compiuto per contenere i disordini delle piazze ma dal sindacato Fsp arriva la proposta di cambiare strumenti per evitare di fare da bersaglio umano

Corteo "Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo no data center, no carbo benzina, no invio armi" con ritrovo in piazza castello a Torino sabato 24 ottobre 2026. (foto by Daniele Solavaggione/LaPresse) "We will not pay for the war, Turin is against rearmament; no data centers, no fuel, no gasoline, no arms shipments" march, meeting in Piazza Castello in Turin. saturday 24 october 2026 (Photo by Daniele Solavaggione/Lapresse)

Gli scontri, ennesimi, nelle città italiane hanno lasciato sul campo ancora agenti feriti. Torino è stata una delle città in cui gli scontri sono stati più violenti, anche se ci sono stati diversi episodi di rilievo in molte città e proprio per questo ora le divise chiedono che vengano cambiate le regole di ingaggio. I dati del dipartimento della Pubblica Sicurezza sui cortei del 17 ottobre delineano un bilancio drammatico che va ben oltre il diritto di protesta: 141 operatori feriti in tutta Italia, 197 violenti accompagnati in ufficio, 28 arresti e 43 denunce. Tra Milano con 104 poliziotti feriti, Bologna con 44 agenti colpiti, e città come Brescia e Bergamo dove dirigenti e operatori sono stati bersagliati da pietre e petardi, la misura è colma. A Torino, tra i 3.000 partecipanti, si registrano l’arresto di un maggiorenne, il fermo di tre minorenni sorpresi con bottiglie incendiarie, la denuncia di altri tre giovanissimi con un ordigno artigianale e quattro minori fotosegnalati per la devastazione della libreria Feltrinelli a Porta Nuova.

“Siamo di fronte a veri e propri atti di guerriglia urbana. Trovare bombe molotov e ordigni artigianali in mano a dei minorenni dimostra che si è oltrepassato ogni limite”, ha dichiarato Luca Pantanella, Segretario Generale del sindacato Fsp della Polizia di Stato di Torino. “ Le immagini trasmesse dalle TV in queste ultime manifestazioni, con poliziotti feriti e mezzi di servizio vandalizzati e abbandonati al rischio che i colleghi venissero circondati dalla folla violenta, danneggiano gravemente l’immagine del Paese. Oggi l’Italia esce indebolita di fronte a delinquenti che nulla hanno a che fare con il diritto di scendere in piazza garantito dalla Costituzione”, ha proseguito. “Quando una manifestazione cessa di essere tale e si trasforma in un attacco spietato contro la sicurezza dei cittadini e contro lo Stato, le Forze dell’Ordine devono poter rispondere con efficacia: è giunto il momento di introdurre e autorizzare l’uso dei proiettili di gomma per fermare i violentatori a distanza ed evitare che i colleghi facciano da bersaglio umano. Pretendiamo tutele legali immediate, protocolli d’intervento idonei e pene esemplari senza alcun giustificazionismo”, ha concluso.

“Il dispositivo di ordine pubblico ha tenuto e l’equilibrio dei poliziotti ha fatto la differenza: alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine va il nostro grazie per aver gestito con fermezza sia i cortei autorizzati sia quelli fuorilegge poiché hanno tutelato il diritto a manifestare impedendo che degenerasse nel diritto alla violenza”, sono le parole di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. “Il risultato di oggi è frutto del lavoro preventivo svolto nei giorni scorsi, con centinaia di perquisizioni e denunce in tutta Italia per disinnescare sul nascere progetti e strategie eversive dirette a devastare le città. Un’attività di contrasto a freddo che ha poi trovato continuità in piazza grazie alla professionalità dei colleghi, capaci di isolare i violenti e proteggere chi protestava pacificamente. Con buona pace dei detrattori, i fermi preventivi e le norme dei decreti sicurezza si sono dimostrati strumenti operativi e di deterrenza indispensabili. Quando alle forze di Polizia vengono forniti mezzi adeguati, lo Stato vince e la sicurezza collettiva si rafforza. È questa l’unica strada da percorrere, sostenendo il comparto con risorse, assunzioni e tutele”, ha concluso.

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