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Nazionale

Costretta a leggere Pirandello alle elementari: il patrigno accusato di maltrattamenti e stalking

A Torino il processo a un ingegnere di 52 anni accusato di tentato omicidio, maltrattamenti e stalking. La figlia dell’ex compagna racconta anni di controlli e paura

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Era costretta a leggere le opere di Luigi Pirandello quando frequentava ancora le elementari o le scuole medie, e doveva anche farne la traduzione per evitare che il patrigno si arrabbiasse. È uno degli episodi riferiti in tribunale a Torino dalla figlia, oggi diciottenne, della donna che aveva convissuto con un ingegnere di 52 anni, residente in una località della provincia e imputato per tentato omicidio, maltrattamenti e stalking nei confronti dell’ex compagna. “Non è un reato ma è uno dei comportamenti che sono stati rimproverati”, emerge dal racconto della giovane, che ha descritto un uomo aggressivo, collerico e incline a imporre la propria volontà. “E pretendeva pure che ne facessi la versione perché altrimenti si arrabbiava e magari mi rompeva il telefonino. Nel corso degli anni me ne avrà distrutti sette. Non ricordo se ero in quinta elementare o in prima media quando dovetti leggere ‘Uno nessuno centomila’, che poi ho studiato a scuola in quinta superiore”. La ragazza ha raccontato di essersi sentita continuamente controllata e di aver vissuto con disagio la convivenza. “Voleva controllarmi di continuo. Quando ero in bagno entrava senza neppure bussare. Quando mi vide abbracciata al mio fidanzatino disse che ero una t***a. Odiavo i weekend perché dovevo stare a casa. Andare a scuola per me era un sollievo”.

La lite in strada

Tra le contestazioni mosse all’ingegnere c’è anche quella di tentato omicidio, legata a un episodio avvenuto il 21 agosto 2024. Durante una lite in strada, la donna si sarebbe infilata con il busto nell’abitacolo dell’auto dell’ex compagno per impedirgli di allontanarsi. L’uomo sarebbe ripartito ugualmente, trascinandola per alcune decine di metri. La vicenda si inserisce in una relazione caratterizzata da forti contrasti e accuse reciproche. Anche la donna, infatti, deve rispondere di stalking e accesso abusivo a sistema informatico. Sarà il processo a fare luce sulle responsabilità contestate alle due parti e sulla dinamica dei fatti.

La sorella dell’imputato: “Lui era stremato”

Nel corso dell’udienza ha testimoniato anche la sorella dell’ingegnere, difeso dagli avvocati Mauro e Guido Anetrini, offrendo una ricostruzione diversa rispetto a quella fornita dalla giovane. La donna ha descritto la relazione come segnata da litigi frequenti, attribuendo all’ex convivente del fratello comportamenti conflittuali e scenate legate alla gelosia. “Lei aveva il vizio del bere, litigava e urlava. Una volta mio fratello chiese alla figlia di non usare il cellulare a tavola e la donna gli gridò ‘non dirle cosa fare, non sei suo padre’. Lui per lavoro doveva spesso uscire la sera e lei gli faceva scenate continue perché credeva che avesse altre donne. Era stremato”. Due testimonianze che restituiscono rappresentazioni opposte della convivenza e dei rapporti familiari, al centro del procedimento giudiziario in corso a Torino.

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