Le strade sono tornate pulite, i negozi devastati provano a rimettere insieme i pezzi delle vetrine e degli interni distrutti. Qualcuno si ferma a fotografare i danni, altri osservano increduli quello che resta di un fine settimana di violenza. Milano si risveglia e, almeno per il momento, torna a respirare. Nelle zone del centro, tra Duomo, Cordusio e Castello, si percepisce una tranquillità diversa dal solito. Una calma accompagnata dalla consapevolezza di quanto accaduto e, soprattutto, dal timore che possa succedere ancora. La presenza delle forze dell’ordine è più evidente. Le volanti della polizia attraversano le strade del centro, gli agenti presidiano le zone più sensibili e i militari vigilano sulla sicurezza. Uno scenario ben diverso da quello del weekend, quando il cuore della città si è trasformato in un campo di battaglia.
Sabato pomeriggio, quella che era cominciata come una manifestazione contro il carovita, la guerra e il governo è degenerata in violenti scontri. In via Broletto sono volati sassi e bombe carta contro gli agenti, che hanno risposto con cariche e lacrimogeni. La tensione si è poi allargata verso Cordusio e piazza Duomo, tra barricate improvvisate, vetrine infrante e negozi danneggiati. E domenica il caos è tornato, gruppi di giovanissimi si sono nuovamente riversati nelle strade del centro, prendendo di mira alcune attività commerciali e costringendo le forze dell’ordine a intervenire.
Il bilancio è pesante: oltre 200 persone fermate in due giorni, circa l’80% delle quali minorenni. Un dato che apre un problema ancora più grande, quello di ragazzi giovanissimi protagonisti di episodi di violenza e devastazione. Intanto, mentre i commercianti fanno i conti con i danni, cresce la preoccupazione per nuove mobilitazioni.
E proprio mentre Milano cerca di tornare alla normalità, a Roma Giorgia Meloni ha convocato per oggi un vertice sull’ordine pubblico. La premier vuole intervenire contro chi sfrutta le manifestazioni per seminare violenza e caos. Sul tavolo potrebbe arrivare non soltanto un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine, ma anche una stretta nei confronti dei minorenni violenti. Nessuna misura è stata ancora ufficializzata, ma il tema è ormai al centro del confronto politico.
A rendere più delicata la situazione è quanto accade in Francia, dove le proteste proseguono da settimane, tra scontri e disordini. Il timore è che anche in Italia possa prendere piede una spirale di violenza difficile da contenere. Ma quale può essere la soluzione per una città che in due giorni ha visto il proprio centro trasformarsi in un teatro di guerriglia? Più polizia nelle strade, certamente. Ma sarà sufficiente? O serviranno strumenti più incisivi per intervenire anche nei confronti dei minorenni responsabili delle devastazioni?
Milano oggi si è rimessa in piedi. Le vetrine torneranno al loro posto, i negozi riapriranno e le strade riprenderanno a riempirsi di lavoratori e turisti. Ma dopo un fine settimana del genere, la vera sfida non è soltanto riparare i danni. È evitare che la città debba ritrovarsi a contarne di nuovi.
