Dopo il caso dello stop al gemellaggio con Tel Aviv che ha tenuto in ostaggio il Consiglio per una decina di sedute, ha scatenato la lite tra Pd-Avs e il sindaco Sala e una quasi crisi di maggioranza, si prepara un’altra spaccatura sul tema degli Ambrogini d’oro. Oggi è fissata la scadenza per depositare le candidature e almeno un paio faranno saltare sulla sedia la sinistra pro Pal. E metteranno in imbarazzo il Pd. Nell’elenco troveranno il nome del dem Emanuele Fiano e il Museo della Brigata Ebraica. Il consigliere di Azione/Riformisti Daniele Nahum propone che tra i premiati con la Civica Benemerenza il 7 dicembre al Dal Verme ci sia Fiano - già consigliere a Palazzo Marino e deputato Pd - che «ha raccolto con straordinario senso civico il testimone del padre Nedo, sopravvissuto ad Auschwitz, trasformando la memoria viva della Shoah in un impegno quotidiano e coraggioso contro il risorgere dell’antisemitismo, del neofascismo e di ogni forma di discriminazione» ricorda Nahum, esponente della comunità ebraica, nella motivazione firmata anche da Gianmaria Radice (Italia Viva/Riformisti). «Presidente nazionale di Sinistra per Israele, si batte da sempre per la pace in Medio Oriente e per la soluzione di “due Stati per due popoli”, promuovendo un dialogo rigoroso fondato sul riconoscimento reciproco tra israeliani e palestinesi - sottolinea -. Attraverso la produzione saggistica e il confronto con società civile e mondo della scuola, offre alle giovani generazioni un presidio morale imprescindibile di consapevolezza storica e difesa dei diritti». Tanto per contestualizzare il clima, Fiano aveva già dichiarato che era «difficile rimanere nel Pd» quando una parte del partito, con Avs si era battuto in Consiglio per lo stop al gemellaggio con Tel Aviv. E nelle scorse settimane ha avvertito che se a Roma i dem voteranno no al ddl contro l’antisemitismo uscirà dal partito. A metà novembre i capigruppo e i membri dell’Ufficio di presidenza si riuniranno in conclave per decidere la rosa dei premiati e il nome alimenterà tensioni. Idem la proposta del consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico di premiare il Museo della Brigata Ebraica, diretto da Davide Romano. Svolge «un’importante funzione educativa e civile, contribuendo a preservare una pagina fondamentale della storia del Novecento spesso poco conosciuta dall’opinione pubblica. La Brigata contribuì concretamente alla liberazione dal nazifascismo, operando accanto alle forze alleate e alla Resistenza». Anche se le contestazioni pro Pal all’ultimo corteo del 25 Aprile sono arrivate ad un livello tale che lo spezzone della Brigata ha dovuto abbandonare. «In un momento storico caratterizzato dal riemergere di fenomeni di antisemitismo, intolleranza e distorsione della memoria storica - sottolina De Chirico -, il lavoro svolto dal Museo assume un valore ancora più rilevante -, costituisce un argine culturale contro il revisionismo, l’odio e ogni forma di discriminazione promuovendo invece la conoscenza, il dialogo e il rispetto reciproco».
