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Nazionale

Jesi, a Natale luminarie spente, bazar e vetrine cambiate: la protesta di una dei pochi negozianti italiani rimasti

Per la prima volta il quartiere resterà al buio durante le festività. L’amara denuncia di una commerciante storica. Scoppia la polemica

Natale

Non manca molto al mese di dicembre, e i negozianti si preparano alle festività invernali. Tutto fa pensare che quello a Jesi sarà un Natale piuttosto grigio, privo dei colori e delle luci che lo contraddistinguono, almeno in alcune zone della città. A parlare della situazione è Sabrina Montesi, titolare dello storico negozio di pasta fresca Primo Piatto. La signora Montesi è un volto noto della zona, una dei pochi commercianti italiani rimasti in via dei Merciai, dove il negozio è presente dal 1988.

Se nel centro cittadino qualche luce comincia già ad accendersi, il rione San Giuseppe, dove si trova Primo Piatto, rischia di restare al buio. Questo perché la zona in questione è profondamente mutata nel corso degli anni. Ci sono stati dei cambiamenti sia dal punto demografico che commerciale. Molti degli storici negozi non ci sono più. Al loro posto sono sorti kebab, bazar, minimarket. Esercizi commerciali gestiti da cittadini stranieri che hanno tradizioni diverse.

“Qui siamo rimaste sette attività gestite da italiani”, spiega la donna, come riportato da Il Messaggero. Erano gli esercenti ad occuparsi delle luminarie, ma adesso l’impegno si è fatto più gravoso, perché i negozianti italiani sono rimasti in pochi. “Eravamo molti di più, la spesa per le luci e per la corrente si divideva e non pesava più di tanto. Era il nostro benvenuto a chi arrivava in città”, racconta. Una spesa tanto impegnativa, divisa tra soli sette negozi, si fa ancor più pesante. Chiedere la collaborazione dei nuovi esercenti potrebbe portare a un nulla di fatto, perché stiamo parlando di etnie e culture diverse. “Per non rinunciare alla tradizione, ognuno abbellirà la propria vetrina e le pertinenze del proprio negozio come può, nella maniera che ritiene più opportuna”, dichiara la donna, che però aggiunge: “Sono amareggiata. Sarebbe bello che il Comune si facesse carico, almeno in parte, delle luminarie da installare anche in questa zona, vista la situazione attuale”.

Da qui l’appello al sindaco, nella speranza di ricevere aiuto. “Visto che il Comune aiuta tutti questi extracomunitari e visto che li stanno piazzando tutti quaggiù, direi che almeno l’illuminazione di via Garibaldi potevano metterla loro”, conclude con amarezza.

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