Le forze dell’ordine rafforzano i controlli, il Governo studia nuove misure per contrastare le violenze di piazza e i movimenti antagonisti rispondono cambiando strategia. È una partita che si gioca su scala nazionale, da Milano a Torino, passando per Roma, Firenze e le altre città interessate dalle nuove convocazioni. Dopo i disordini dello scorso weekend, l’apparato di sicurezza ha alzato il livello di attenzione, predisponendo presidi rafforzati, monitoraggio dei social e dispositivi di ordine pubblico nei luoghi già individuati come possibili punti di aggregazione.
Ma il Movimento 17 ottobre ha annunciato una contromossa: cancellare gli appuntamenti precedentemente comunicati e modificare completamente le modalità di mobilitazione. E a comunicarlo è il neonato Movimento17ottobre, che introduce nuove indicazioni organizzative valide, secondo i promotori, per tutte le città coinvolte. “Le piazze iniziali non sono più valide”, scrivono.
Il piano prevede di sostituire i concentramenti già pubblicizzati con tre diversi punti di ritrovo per città, da comunicare soltanto a ridosso delle manifestazioni. I partecipanti vengono invitati a organizzarsi preventivamente in gruppi, attraverso collettivi, organizzazioni o reti di conoscenze, per poi confluire in un’unica mobilitazione. “Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”: una strategia dichiaratamente pensata per rendere meno prevedibili gli spostamenti dei manifestanti e complicare la predisposizione dei dispositivi di sicurezza. Non è un caso che il cambiamento venga annunciato proprio mentre, dopo le devastazioni di Milano, il Governo valuta un rafforzamento degli strumenti di contrasto alle violenze collettive, dall’estensione dell’arresto differito alle nuove misure nei confronti dei responsabili di disordini.
Il movimento risponde all’inasprimento della linea istituzionale con una mobilitazione più frammentata nella fase iniziale e unificata soltanto successivamente. “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati”, rivendicano nel documento. Se fino a poche ore fa era possibile predisporre i servizi di sicurezza sulla base delle piazze annunciate, ora gli stessi promotori dichiarano di voler cambiare i luoghi di ritrovo all’ultimo momento: “Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non troverete nessuno di noi e troverete molti di loro (della polizia ndr)”, scrivono facendo sapere come verranno messi al corrente delle nuove destinazioni della protesta. “Alle 14:30 in punto in ogni città comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti delle città resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”.
