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Milano, tra i baby saccheggiatori anche un 11enne: identificato dopo i video sui social

Il ragazzino, che frequenta la seconda media, è entrato in un negozio durante le manifestazioni violente di domenica. Individuato anche un sedicenne ripreso con un cappello dei carabinieri

scontri Milano

Ha appena 11 anni, frequenta la seconda media ed già finito tra i protagonisti dei saccheggi che hanno distrutto il centro Milano. È il più giovane tra gli identificati dopo le violenze dello scorso fine settimana. A tradirlo sono stati proprio i video diventati virali sui social, gli stessi che per due giorni hanno mostrato una città trasformata in un campo di battaglia, tra vetrine distrutte con furti e scontri con le forze dell’ordine. Il ragazzino è italiano ed è stato rintracciato dai carabinieri nella scuola che frequenta alla Barona, nella periferia sud-ovest del capoluogo lombardo. Secondo le fonti domenica sarebbe entrato nel negozio Fusaro durante i saccheggi in centro. In un filmato pubblicato su Instagram lo si vede uscire con diverse cinture. Ma non è l’unico perché i carabinieri hanno individuato anche un sedicenne a Desio, in Brianza. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione e saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate.

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Tutto era cominciato con le manifestazioni contro il carovita, la guerra e il governo. Poi la situazione era rapidamente degenerata. Prima le tensioni nel centro, quindi le sassate contro gli agenti, le bombe carta, le barricate improvvisate e le vetrine sfondate. Piazza Duomo era piana di lacrimogeni ed idranti. Il bilancio del solo sabato era già pesantissimo, 104 feriti tra le forze dell’ordine, 72 persone accompagnate in Questura e 17 arresti. Ma la violenza non si era fermata. Domenica nuovi gruppi di ragazzi erano tornati in centro, prendendo di mira negozi e supermercati tra via Torino, Cordusio e le altre strade dello shopping. Alla fine della seconda giornata, altre 271 persone erano state accompagnate in Questura, di cui 220 minorenni. Trentadue gli arresti e altri 14 operatori feriti.

I numeri raccontano l’età di chi ha partecipato a questi scontri. Ragazzini poco più che bambini, molti dei quali ancora lontani dalla maggiore età, ripresi mentre assaltavano negozi o portavano via merce. E proprio l’ondata di violenze ha spinto il governo Meloni a intervenire con il nuovo decreto sicurezza che introduce una presunzione di imputabilità per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. A 11 anni non si è ancora penalmente imputabili.

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