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“Non mettete subito i passamontagna”. Il manuale del baby casseur per gli assalti a Milano

Un minorenne di Monza avrebbe diffuso sui social istruzioni per sfuggire ai controlli della polizia. Nella sua stanza trovati un passamontagna e vestiti ritenuti rubati durante i saccheggi

“Non indossate subito i passamontagna, altrimenti ci fermano prima”. Una raccomandazione precisa, accompagnata da indicazioni su come vestirsi e muoversi per le strade di Milano senza attirare l’attenzione delle forze dell’ordine. Era una sorta di manuale di condotta diffuso sui social in occasione degli assalti al centro storico del capoluogo lombardo del 17 e 18 ottobre. A elaborare le istruzioni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato un minorenne residente in provincia di Monza, individuato dalla Digos della Questura brianzola nell’ambito delle indagini sui disordini.

Il ragazzo avrebbe fornito suggerimenti dettagliati per evitare di essere identificati e compromettere i piani dei partecipanti alle violenze. Il 22 ottobre, nel pomeriggio, gli agenti si sono presentati nella sua abitazione per eseguire un decreto di perquisizione emesso dalla Procura per i Minorenni di Milano. Nella camera del giovane è stato trovato proprio il passamontagna indicato nelle conversazioni, insieme a una maglietta Under Armour ritenuta provento del saccheggio di un negozio milanese. Una seconda perquisizione nei confronti di un altro minorenne ha portato al ritrovamento di un ulteriore capo della stessa marca, anch’esso ritenuto rubato durante i disordini.

Le verifiche sul cellulare del primo minorenne hanno poi consentito agli investigatori di individuare un gruppo WhatsApp con oltre 230 partecipanti. Nelle conversazioni sono emersi riferimenti ad armi, fumogeni, petardi e possibili aggressioni alle forze dell’ordine, oltre a propositi di danneggiamento e saccheggio.

Tra i vari messaggi resi noti: “E noi gli rubiamo le armi”; “Prendiamone uno lo picchiamo e li leviamo l’arma di dosso”; “O raga ma se dobbiamo protestare mandiamo a fuoco un edificio del governo”; “O qualcuno con la patente che rompiamo un altra macchina dei carabinieri e la guidiamo”, “Dove si possono comprare i fumogeni e i petardi potenti”, “o Perché litigate? Siamo tutti insieme contro la polizia”; “girate con qualcosa tipo coltelli per sicurezza”;

Proprio gli elementi raccolti nelle chat hanno contribuito a far scattare una vasta operazione preventiva della polizia. Il 24 ottobre sono state eseguite circa 150 perquisizioni personali e domiciliari in diverse province italiane, di cui 32 nel territorio di Monza e Brianza. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati coltelli, tirapugni, passamontagna, sfollagente telescopici e altri oggetti atti a offendere. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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