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Trecate (Novara)

Operaio muore schiacciato dal braccio di una gru nel novarese, è la quinta vittima sul lavoro in un solo giorno

I numeri dei primi otto mesi del 2026 sono impressionanti: oltre 700 morti e un incremento del 2.9% rispetto allo scorso anno

incidente sul lavoro

Un grave incidente ha spezzato la vita di un operaio di 57 anni nel polo chimico di Trecate, in provincia di Novara, in una giornata nera in cui si sono registrati altri 4 morti sul lavoro. Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 4 novembre, all’interno di un cantiere allestito nello stabilimento della MacDermid, situato in via Vigevano, nella frazione di San Martino. La vittima, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, era dipendente di una ditta esterna impegnata in alcuni interventi nell’impianto.

La corsa disperata in ospedale

La dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle ore 14.00, è tuttora al vaglio degli inquirenti: per cause ancora da accertare, il braccio metallico di una gru ha ceduto improvvisamente, travolgendo e schiacciando il lavoratore. Il violento impatto ha causato traumi multipli estremamente gravi, rendendo il quadro clinico critico fin da subito.

Giunti tempestivamente a bordo di un’ambulanza, gli uomini del 118 hanno prestato i primi soccorsi al 57enne, riuscendo a rianimarlo grazie alle manovre effettuate sul posto. Il mezzo è ripartito poco dopo in codice rosso alla volta dell’ospedale Maggiore di Novara, dove l’operaio è arrivato in condizioni gravissime. Nonostante i disperati tentativi da parte del personale medico di salvargli la vita, le lesioni riportate si sono rivelate fatali e il 57enne è deceduto poco dopo il ricovero.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, che si sono occupati di mettere in sicurezza l’area e di avviare i primi rilievi per fare luce sulle cause del cedimento del braccio meccanico. All’opera anche lo Spresal (Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro), che dovrà individuare eventuali responsabilità nel tragico incidente.

“Siamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il mondo del lavoro”, ha dichiarato il segretario generale del sindacato Uiltec per Piemonte e Valle d’Aosta Alessandro Casellato. “Un uomo è uscito di casa per svolgere la propria attività e non vi farà più ritorno. È una realtà drammatica alla quale non possiamo e non dobbiamo abituarci”, ha concluso.

Cinque morti in meno di 24 ore

Non si arresta la drammatica scia di sangue nei luoghi di lavoro in Italia. Il bilancio odierno è estremamente pesante, dato che solo nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 5 incidenti mortali, a cui si è aggiunto il decesso in ospedale di un sesto lavoratore, spirato a cinque giorni di distanza dal suo infortunio.

Questo mercoledì nero riporta inevitabilmente l’attenzione su un tema tragico che purtroppo ha un’ampia portata nazionale, quello delle morti sul lavoro. Una vera e propria emergenza, secondo le informazioni sui primi otto mesi del 2026 diffuse dall’Inail e dall’Anmil, che parlano di oltre 700 vittime. I dati complessivi evidenziano un incremento del 5,4% delle denunce di infortunio (pari a 404.809 casi) rispetto allo scorso anno e di una crescita del 2,9% dei sinistri con esito fatale, accompagnati da un balzo del 16,3% delle malattie professionali (74.542 denunce). Come detto, oltre all’operaio deceduto a Trecate, nella giornata di oggi ci sono stati altri quattro morti.

La prima vittima si è registrata a Porto Marghera (Venezia) all’interno dello stabilimento Fincantieri. Mentre lavorava dentro uno scafo in fase di realizzazione, un operaio di nazionalità romena di 34 anni ha perso la vita intorno alle ore 11.00 a causa di un improvviso malore. In segno di lutto, l’azienda, che ha espresso il proprio cordoglio, ha interrotto la produzione per tutto il resto della giornata, confermando l’assenza di altri feriti. Sul posto sono intervenuti gli specialisti del nucleo Nbcr dei Vigili del Fuoco per effettuare campionamenti ambientali: l’area è stata posta sotto sequestro e il personale impegnato in attività analoghe è stato temporaneamente allontanato per ragioni precauzionali.

La seconda vittima è un dipendente Iren di 54 anni, che ha perso la vita sul colpo a San Nicolò (Piacenza) mentre era impegnato nella lettura dei contatori idrici. L’uomo si trovava all’interno di un pozzetto stradale, davanti a un’abitazione, quando è stato travolto da un’auto in fase di manovra verso l’area dei garage.

A San Leucio di Sannio (Benevento), ha perso la vita un giovane operaio extracomunitario, morto a seguito della caduta da una scala mentre prestava servizio in uno stabilimento specializzato nella frantumazione e lavorazione del pietrisco. I soccorsi, per quanto tempestivi, si sono purtroppo rivelati inutili.

Il cedimento di un cancello scorrevole, avvenuto durante un intervento di lavoro all’interno di una proprietà privata, è stata invece la causa del decesso a Casarano (Lecce) del titolare 61enne di un’impresa edile, Rushani Bashkim, cittadino albanese residente in Puglia: anche in questo caso i soccorritori non hanno potuto far nulla per salvare la vita alla vittima.

A questo drammatico elenco si somma il decesso di Tommasino Calvaresi, un operaio di 70 anni originario di San Benedetto del Tronto. L’uomo era ricoverato in condizioni critiche dal 29 ottobre scorso, giorno in cui era precipitato da un ponteggio alto circa tre metri in un cantiere edile ad Acquaviva Picena (Ascoli Piceno). Il suo cuore ha cessato di battere dopo cinque giorni di agonia.

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