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Nazionale

Pomeriggio di guerriglia nel cuore di Roma: idranti, cariche e quasi 100 persone in questura

Circa duecento gli identificati dopo i tentativi di sfondare i cordoni di sicurezza verso le sedi del potere. Blindato il centro storico, chiuso un accesso a Termini

Tensione tra manifestanti e Polizia a Largo santa Susanna a Roma, 24 ottobre 2026 ANSA / Federico Perruolo --- Tension between protesters and police at Largo Santa Susanna in Rome, October 24, 2026. ANSA / Federico Perruolo

Il centro di Roma si trasforma nel tardo pomeriggio in un terreno di scontro. Da una parte i gruppi di manifestanti che cercano di raggiungere i palazzi istituzionali, dall’altra le forze dell’ordine impegnate a impedire che un corteo non autorizzato attraversi le zone più sensibili della Capitale. Bottiglie e petardi contro gli agenti, idranti, lacrimogeni e cariche di alleggerimento. È il bilancio di un pomeriggio di tensione, che prosegue fino a sera, cominciato con una manifestazione contro la guerra e il riarmo europeo e proseguito con una lunga sfida tra le strade del centro storico. Secondo le prime informazioni, sono circa duecento le persone identificate e 96 quelle fermate e accompagnate in questura per accertamenti.

Tensioni nel centro della Capitale

Gli scontri più violenti si registrano a largo di Santa Susanna, a pochi passi da piazza della Repubblica, alle spalle del Viminale. I manifestanti tentano di forzare il cordone degli agenti schierati in via Emanuele Orlando. Partono lanci di bottiglie e petardi. La polizia reagisce utilizzando idranti e lacrimogeni, poi intervengono i reparti antisommossa con alcune cariche di alleggerimento.

Il pomeriggio era cominciato senza incidenti, in forma pacifica. Il corteo «Fuori l’Italia dalla guerra», regolarmente preavvisato, era partito intorno alle 14 da piazza della Repubblica, attraversando via Cavour tra slogan contro la Nato e il riarmo europeo. Negozi aperti, turisti nelle strade, nessuna particolare criticità. La situazione cambia quando, concluso il percorso previsto, alcuni gruppi di giovani decidono di proseguire autonomamente.

Prima tentano di raggiungere il Colosseo attraverso via degli Annibaldi, gridando «corteo, corteo». Lo sbarramento della polizia impedisce l’avanzata, anche se alcuni riescono a superare gli accessi dell’Anfiteatro Flavio. All’arco di Costantino intervengono gli agenti in tenuta antisommossa. Momenti di tensione, senza scontri fisici.

Poi comincia una sorta di inseguimento attraverso le strade della Capitale. I manifestanti cambiano continuamente direzione per evitare i cordoni di sicurezza. All’incrocio tra via Merulana e piazza Santa Maria Maggiore alcuni giovani si avvicinano agli agenti con le braccia alzate, mentre altri accendono fumogeni. La polizia lascia spazio al passaggio e il gruppo imbocca un’altra strada. Alla stazione Termini viene chiuso anche l’ingresso di via Giolitti, per prevenire eventuali incursioni.

Il dispositivo di sicurezza, predisposto con circa 1.500 agenti, punta a impedire l’accesso alle sedi istituzionali e a contenere gli spostamenti dei gruppi più determinati. Gli investigatori sono impegnati a ricostruire le responsabilità individuali per gli episodi di violenza.

Resta la distinzione tra chi è sceso in piazza per manifestare pacificamente e chi ha cercato lo scontro con la polizia.

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