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Prato, scoperte sei bische clandestine gestite da cinesi: sequestrati oltre 37mila euro

Sale da gioco nascoste in appartamenti, associazioni culturali e persino un negozio di pronto moda. In tre settimane gli investigatori hanno scoperto un giro di gioco d’azzardo illegale tra mahjong, scommesse e computer collegati a siti non autorizzati

Prato

A Prato le forze dell’ordine hanno scoperto sei sale da gioco clandestine gestite da cittadini cinesi, dove uomini e donne si ritrovavano per giocare d’azzardo, tra partite a mahjong, puntate in denaro e giochi online illegali. E per farlo erano stati scelti i posti più insospettabili: appartamenti, associazioni culturali e persino un negozio di pronto moda. Sono bastate tre settimane di controlli per scoprire cosa succedeva dietro quelle porte.

In una delle bische, per entrare, bisognava addirittura farsi riconoscere al videocitofono. Solo allora si aprivano le porte di quella che, almeno sulla carta, era un’associazione culturale. Dentro al “Lambo Club”, però, si faceva tutt’altro: tavoli da gioco, fiches, soldi in contanti e computer collegati a siti non autorizzati.

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I controlli sono cominciati il 2 ottobre, quando in un locale di via Castagnoli gli investigatori hanno sorpreso trenta persone intente a giocare. All’interno c’erano 27 postazioni informatiche, tavoli ricoperti di panno verde, tessere e dadi. Una settimana dopo, il 9 ottobre, è stata la volta del Lambo Club. Qui gli ingressi erano controllati attraverso un videocitofono, mentre i computer erano collegati a siti di gioco illegali attraverso sistemi VPN, utilizzati per nascondere gli indirizzi IP. Quando gli investigatori sono entrati hanno trovato dieci persone, quattro delle quali stavano giocando a mahjong puntando soldi. A portare avanti i controlli sono stati la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia locale, con il coinvolgimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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E tra chi frequentava questi locali c’erano anche italiani già noti alle forze dell’ordine. Ma uno dei sequestri più consistenti è arrivato il 13 ottobre, nell’area del Macrolotto, dove un appartamento di sei stanze era stato trasformato in una vera e propria bisca. Dentro c’era tutto quello che serviva per giocare: tavoli rivestiti di panno verde, mazzi di carte, tessere per il mahjong e persino una macchina contasoldi. Ma soprattutto gli investigatori hanno trovato oltre 30mila euro in contanti, poi sequestrati.

E non era finita lì, perché nello stesso complesso anche un negozio di pronto moda nascondeva un altro tavolo da gioco. Sempre quel giorno, in via Pistoiese, altre otto persone sono state sorprese mentre giocavano a mahjong puntando denaro.

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L’ultima scoperta è arrivata il 23 ottobre, in via Gradisca, a pochi passi dal centro di Prato. Anche qui gli investigatori hanno individuato una presunta bisca clandestina, con dieci computer all’interno. Alla fine il bilancio è di oltre 37mila euro in contanti sequestrati, insieme alle attrezzature da gioco e ad alcuni immobili. Un fenomeno che, secondo la Procura di Prato guidata da Luca Tescaroli, dimostra quanto il gioco d’azzardo clandestino sia diffuso anche dietro attività apparentemente regolari.

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