Da un normale gonfiore sulla coscia destra per la puntura di un insetto, molto probabilmente un ragno violino, alla morte avvenuta nell’arco di 40 giorni: è l’assurda vicenda di Sabrina Gigliotti, donna di 39 anni il cui decesso è avvenuto all’ospedale San Camillo di Roma il 25 ottobre. I familiari hanno sporto denuncia per potenziali negligenze ed è stato aperto un fascicolo con l’accusa di omicidio colposo.
Quali sono i fatti
A fine settembre tutto faceva pensare ad una banalità, e così probabilmente era in fase iniziale: la giovane donna si è recata all’ospedale di Ostia, il Grassi, mostrando il gonfiore sulla gamba destra. La diagnosi è stata chiara: puntura di insetto, a Sabrina viene somministrato un antibiotico e torna a casa. Per non lasciare nulla di intentato, la donna si è rivolta anche all’ospedale Celio, siamo a Roma, dove le è stata confermata la puntura di insetto. Dunque, non c’è la necessità di fare cure supplementari.
Le condizioni di salute peggiorano
“Mia sorella, nonostante le medicazioni sembrava peggiorare iniziando ad accusare dolori lombari, dolori alle articolazioni inferiori, bruciore alla pancia e alla schiena”, si legge nella denuncia fatta da uno dei due fratelli ai Carabinieri di Casal Palocco. Nel corso dei giorni le condizioni di salute peggiorano tant’è che il 18 ottobre ha addirittura bisogno delle stampelle per camminare non riuscendo a reggersi in piedi. In quella data Sabrina è tornata all’ospedale Grassi di Ostia.
In quell’occasione non è avvenuto nessun ricovero ma la diagnosi è diversa: si parla di “dolore lombare” e la necessità di fare un risonanza magnetica per andare a fondo alla vicenda. Nulla, comunque, di particolarmente preoccupante. Nella denuncia, però, viene detto che la risonanza non è mai stata effettuata. Due giorni dopo, il 20 ottobre, Sabrina sta ancora peggio. “Non riusciva neppure a parlare, faticando a far fuoriuscire le parole anche perché accusava una forte tosse”.
“Condizioni gravissime”
Ma è soltanto il giorno successivo che un medico responsabile del Grassi si rende conto della gravità della situazione con Sabrina che peggiora a vista d’occhio giorno dopo giorno. Trasportata d’urgenza all’Ospedale Spallanzani di Roma, dal reparto di malattie infettive la direttrice comunica ai familiari che “la situazione è gravissima”. I problemi sono generalizzati: dalla circolazione sanguigna al cuore e ai reni, si parla addirittura di necrosi. La vita di Sabrina si spegne il 25 ottobre al San Camillo da dove, come scrive il Corriere, una tossina avrebbe attaccato gli organi vitali. La famiglia adesso chiede giustizia: come si è potuti arrivare a quella situazione? Qual è la verità?
