Roma si prepara a un sabato ad alta tensione. Dopo le violenze che hanno sconvolto Milano, l’attenzione delle forze dell’ordine si concentra ora sulla Capitale, dove per domani, 24 ottobre, sono previste tre diverse mobilitazioni, una delle quali senza alcun preavviso formale. Alle 12.30, secondi quando risulta a Il Giornale, è in programma un tavolo tecnico in Questura per esaminare le ultime informazioni raccolte e definire il dispositivo di sicurezza. L’allerta è elevata e, allo stato attuale, non presenta differenze rispetto a quella predisposta per Milano e Torino.
Il quadro è variegato: da una parte ci sono due manifestazioni regolarmente preavvisate. Il corteo di Gioventù Nazionale, previsto nel quartiere Prati, per il quale si stimano tra mille e duemila partecipanti, e quello del Fronte antimperialista, che secondo gli organizzatori dovrebbe portare in piazza oltre diecimila persone, con un percorso da piazza della Repubblica a via dei Fori Imperiali.
Ma la vera incognita è rappresentata dalla terza mobilitazione. Il Movimento 17 ottobre, per quanto riguarda la Capitale, ha lanciato attraverso i social una chiamata a raccolta al Circo Massimo, senza presentare alcun preavviso alle autorità. Una convocazione che segue il modello delle proteste esplose a Milano, dove gli appuntamenti diffusi attraverso le piattaforme digitali e le chat hanno contribuito a portare in strada centinaia di maranza, rendendo particolarmente difficile prevedere numeri, spostamenti e comportamenti dei partecipanti. Proprio l’assenza di interlocutori ufficiali e di un’organizzazione formalmente riconoscibile costituisce una delle principali criticità per la gestione dell’ordine pubblico.
A complicare ulteriormente lo scenario c’è poi una quarta variabile. Secondo le informazioni raccolte, alcune frange riconducibili alle tifoserie organizzate si starebbero mobilitando autonomamente con l’intenzione di presidiare il territorio in chiave cosiddetta “antimaranza”. Un’iniziativa che rischia di trasformarsi in un ulteriore problema di ordine pubblico, soprattutto nell’eventualità di contatti o contrapposizioni tra gruppi differenti. Il timore è che alla mobilitazione dei manifestanti possa affiancarsi quella di soggetti intenzionati a intervenire direttamente nelle strade, con il rischio di scontri e regolamenti di conti.
È su questo scenario che si concentrerà il tavolo tecnico delle 12.30. Le autorità stanno valutando un piano di sicurezza capace di gestire contemporaneamente i due cortei preavvisati, la mobilitazione spontanea del Circo Massimo e l’eventuale presenza delle frange delle tifoserie. Il precedente milanese pesa sulle valutazioni: il rischio non riguarda soltanto le manifestazioni annunciate, ma soprattutto la possibilità che gruppi convocati attraverso i social si muovano al di fuori dei percorsi conosciuti.
Roma, Milano e Torino vengono dunque considerate con lo stesso livello di attenzione. Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, il 24 ottobre rappresenta un nuovo banco di prova per la tenuta dell’ordine pubblico.
