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Nazionale

“Sciopero generazionale”. Il 30 ottobre è allarme per le piazze e ci sono già le nuove date

Anarchici, antagonisti, islamici e frange estremiste voglio inserirsi nello sciopero convocato dall’Usb per il 30 ottobre: il rischio in tutta Italia è altissimo

Manifestazione contro il caro vita a Torino sabato 17 ottobre 2026. (foto by Daniele Solavaggione/LaPresse) nella foto scontri, lanci di bottiglie e lacrimogeni tra polizia e forze dell'ordine Demonstration against the high cost of living in Turin saturday 17 october 2026 (Photo by Daniele Solavaggionei/Lapresse)

Il 24 ottobre è passato e fortunatamente è stato meno impattante di quello che avrebbe potuto essere, grazie all’intervento preventivo e risolutivo del Viminale. Ma l’attenzione non può essere abbassata, perché già il prossimo venerdì si preannuncia molto caldo, con quello che l’area antagonista definisce “sciopero generazionale”. Il 30 ottobre, da settimane, il sindacato Usb ha chiamato una manifestazione in tutta Italia, che però ora sta assumendo una piega molto diversa. Stanno convergendo gli studenti, gli islamici e gli anarchici su quella data, creando i presupposti per piazze esplosive, visti anche i precedenti.

“L’autunno si apre con tre diverse proclamazioni di sciopero generale: il 30 ottobre, il 20 novembre e il 4 dicembre. Tre date, piattaforme e percorsi sindacali differenti, che si collocano in una fase segnata dall’aggravarsi della crisi sociale, dalla corsa al riarmo, dall’attacco alle condizioni di vita e di lavoro e dall’offensiva reazionaria del governo Meloni”, si legge sul sito dei Carc, il cui obiettivo finale è molto chiaro: “Di fronte a questo scenario, la moltiplicazione delle giornate di sciopero pone una questione che non possiamo eludere: come trasformare le diverse mobilitazioni in un processo capace di rafforzare il conflitto sociale, costruire rapporti di forza e organizzare un’opposizione reale alle politiche che colpiscono le classi lavoratrici e popolari?”. Sul 30 ottobre convocato da Usb, i Carc scrivono che “questa giornata deve rappresentare un’occasione per rafforzare il legame tra opposizione alla guerra e conflitto sociale”.

Nel frattempo a Torino una cinquantina di soggetti legati agli ambienti antagonisti locali sono riusciti a entrare nel dipartimento di Economia e management mentre, in presenza presenza dell’ambasciatore Maurizio Massari, veniva inaugurato l’anno accademico. Dal Piemonte i collettivi degli studenti si stanno organizzando in queste ore anche per portare i ragazzini dalle province al capoluogo, per agevolare la presenza nelle piazze. Forniscono informazioni e supporto logistico per gli spostamenti.

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