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Politica economica

Addio a Erede, l’avvocato dei grandi della finanza

Erede lascia ai posteri un lungo elenco di operazioni finanziarie di cui è stato consulente

I primi 25 anni di BonelliErede con la star Paolo Gentiloni

Con Sergio Erede, scomparso ieri (17 ottobre) a 86 anni in ospedale a Genova - dove era stato ricoverato in seguito a una caduta in casa - se ne va uno dei protagonisti del capitalismo finanziario italiano. Erede era un avvocato d’affari, una vita professionale passata a costruire operazioni finanziarie che andavano di pari passo con gli assetti dei cosiddetti poteri forti.

Le prime apparizioni nelle cronache finanziarie risalgono al lungo sodalizio con Carlo De Benedetti. Sposato con un figlio, Erede nasce nel 1940 a Firenze, si laurea con 110 e lode nel 1962 all’Università statale di Milano e, dopo aver conseguito un Master of Laws alla Harvard Law School nel 1964, inizia la professione forense nel 1967.

Erede lascia ai posteri un lungo elenco di operazioni finanziarie di cui è stato consulente. Per De Benedetti ha lavorato a decine di dossier. Inevitabile l’antagonismo con il gruppo Berlusconi, visto che Erede, nel 2009, è stato uno dei testimoni chiave nella causa civile sul Lodo Mondadori, conclusa con il maxi risarcimento da 540 milioni che la Fininvest ha dovuto versare alla Cir.

Nel 1999 è lui la mente giuridica dell’Opa che l’Olivetti di Roberto Colaninno lancia su Telecom Italia. Un’operazione giocata in tandem con la Mediobanca dell’ultimo Enrico Cuccia, del quale lo stesso Erede aspira

a ereditare il ruolo di king maker del capitalismo finanziario italiano. Così è protagonista della scalata con cui Urbano Cairo conquista il Corriere della Sera proprio contro Mediobanca. Ma è anche il prezioso consigliere di Leonardo Del Vecchio nella partita bancaria e assicurativa giocata da Delfin in Generali e Mediobanca. E sfociata nella scalata di Mps alla stessa Mediobanca del 2025.

Una sorta di chiusura del cerchio da parte del piccolo Cuccia.

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