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Politica economica

Corsa agli investimenti per rilanciare l'industria

Marcegaglia: “Da Ue disastri”. Cappellano (Stellantis): “Sull’Italia 5 miliardi”. Giana (Aspi): “Potenziamo la rete”. Troncone (Adr): “Opportunità da non perdere”

Al vertice Emanuele Cappellano (Stellantis), Marco Troncone (Aeroporti di Roma), Arrigo Giana (Autostrade per l'Italia), Emma Marcegaglia (Marcegaglia Holding)

Riconquistare la competitività sui mercati globali, superare le rigidità regolatorie europee e dotare l’Italia di infrastrutture all’altezza di un futuro che guarda verso un orizzonte obbligato: quello della crescita. Dal gruppo Stellantis ad Autostrade per l’Italia (Aspi), da Aeroporti di Roma a Marcegaglia Holding, alla prima edizione del Forum Moneta i grandi protagonisti dell’industria hanno tracciato la rotta. Dal palco dell’evento organizzato ieri a Roma sono emerse tutte le priorità per sbloccare lo sviluppo. A esporle con chiarezza, chiamando in causa l’Europa, è stata innanzitutto Emma Marcegaglia, presidente e ad di Marcegaglia Holding, intervistata dal direttore di Moneta e vicedirettore del Giornale, Fabrizio Massaro. «Le precedenti Commissioni Ue, e in parte anche questa, hanno fatto un disastro. Se per adottare la decarbonizzazione come totem ideologico facciamo chiudere le imprese, abbiamo sbagliato tutto. Il governo italiano ha insistito per una rivisitazione di certe norme, ma in Europa non c’è stato ancora un ripensamento collettivo», ha ammonito Marcegaglia, esponendo anche la ricetta per dare al Paese sicurezza energetica e produttività: «Bisogna avere le rinnovabili, tornare al nucleare, avere il gas: serve un mix energetico». All’orizzonte continentale ha guardato anche Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa allargata e i marchi europei di Stellantis. «L’industria europea ha punti di forza distintivi, come i brand e l’impianto industriale. Ci sono però ambiti su cui è necessario un recupero da parte dell’Ue. Le istituzioni devono creare le condizioni per competitività eque. Stellantis fa la propria parte con investimenti per 60 miliardi, di cui buona parte in Europa. Solo in Italia stiamo investendo 5 miliardi in ricerca e sviluppo». Di investimenti ha parlato pure l’ad di Aspi, Arrigo Giana. «Tra il 2025 e il primo semestre 2026 abbiamo destinato 3,3 miliardi di euro alla manutenzione, all’ammodernamento e al potenziamento della rete. Competere nel nuovo scenario globale significa poter contare su infrastrutture moderne, efficienti e, prima di tutto, sicure. Le autostrade connettono territori, imprese e filiere produttive e contribuiscono alla competitività del Paese», ha rimarcato Giana. Come raccontato alla platea dall’ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, la crescita passa anche dalle infrastrutture strategiche come l’aeroporto di Fiumicino, il cui piano di sviluppo prevede «investimenti per 9 miliardi, interamente autofinanziati e senza alcun onere per lo Stato». Il progetto, ha spiegato il top manager, «si fonda sulla crescita naturale del traffico aereo e sulla capacità di alimentare, attraverso questa crescita, gli investimenti necessari allo sviluppo dello scalo». In gioco ci sono «opportunità da non perdere» e anzi da massimizzare anche grazie a soluzioni efficienti come l’integrazione tra i vari vettori di trasporto.